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Home Cultura

Musica al cinema, da Ultimo a Jova cresce il trend dei grandi eventi in sala

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
22/08/2026
in Cultura
Musica al cinema, da Ultimo a Jova cresce il trend dei grandi eventi in sala

(di Claudia Fascia)
La corsa ad accaparrarsi il
biglietto, poi l’attesa che spesso dura mesi e mesi e finalmente
l’evento desiderato. Fino a qualche tempo fa, l’esperienza live
si esauriva al termine di una serata emozionante, magari senza
più un filo di voce, con un ricordo da conservare a lungo. Da
qualche tempo però c’è un’appendice: quella di rivivere (o
vivere, per chi non c’era) il concerto sul grande schermo. Un
trend che sta crescendo di stagione in stagione ed è passato,
tra gli altri, da BTS, Vasco Rossi, Luciano Ligabue, One
Direction, Taylor Swift. Per l’autunno che arriva sono stati già
annunciati diversi titoli: da Jovanotti a Ultimo, dagli Oasis –
che passano dalla Mostra del Cinema di Venezia – e Katy Perry.
   
Arriveranno anche i Linkin Park con il film documentario
Unshatter (dal 30 settembre al 3 ottobre), diretto da Joe Hahn,
i BTS con il live da Buenos Aires e Queen Budapest, il
leggendario live dei Queen del 1986 che rivive dopo 40 anni al
cinema dal 7 ottobre.
   
Jovanotti porta in sala Lorenzo – L’incredibile avventura di
Jovanotti, il film diretto da Dario Zonta e Carlo Zoratti, dal
26 novembre al 2 dicembre distribuito da Plaion Pictures. Il
live dei record Ultimo 2026 – la favola per sempre che ha
radunato 250.000 persone a Tor Vergata lo scorso 4 luglio,
arriva il 22 settembre (fino al 30), diretto da Giorgio Testi e
distribuito da Nexo Studios. Oasis: Don’t Look Back In Anger,
diretto da Dylan Southern e Will Lovelace, celebra il trionfale
tour di reunion di Liam e Noel Gallagher, Oasis Live ’25, passa
da Venezia fuori concorso prima di approdare in sala dal 10
settembre e poi in streaming su Disney+ entro la fine dell’anno.
   
Katy Perry sarà protagonista dal 2 al 5 settembre con il suo The
Lifetimes tour – Live from Paris diretto da Paul Dugdale, evento
speciale in oltre 70 Paesi.
   
“Negli ultimi 15 anni siamo stati pionieri nel creare un
mercato che di fatto non c’era, quello degli eventi nelle sale
cinematografiche – spiega all’ANSA l’Ad di Nexo Studios Franco
Di Sarro -. All’inizio portando in sala le dirette satellitari
dei più grandi concerti, sia a livello nazionale che
internazionale, poi allargando alla musica classica, al
balletto, alle mostre d’arte. Siamo partiti nel 2010 con il
concerto di Ligabue, al quale hanno fatto seguito Red Hot Chili
Peppers, Metallica, David Gilmour, Roger Waters, Taylor Swift.
   
Ormai nella nostra proposta un evento al mese, a volte anche
due, è dedicato alla musica”. Iniziative che hanno intercettato
il bisogno degli spettatori di vivere o rivivere un’esperienza
collettiva. “All’inizio l’idea era quella di utilizzare la sala
cinematografica come punto di aggregazione sociale per proporre
altri contenuti. E partendo dalla musica, come aprire un quarto
anello allo stadio di San Siro. Un successo che via via ha
cambiato le modalità di produzione: agli eventi live sono stati
preferiti i concerti registrati per cercare di controllare
maggiormente le immagini e il livello produttivo. Ormai sono
diventati film veri e propri”. Con una qualità notevoli, e non è
un caso che gli Oasis siano a Venezia.
   
Per gli artisti si tratta di “un’appendice interessante per
dialogare con il pubblico in maniera ipercapillare su tutto il
territorio ricreando un rito collettivo”, sottolinea Di Sarro,
soprattutto nel caso di tour internazionali che in Italia magari
fanno solo una data o due o anche niente, “ma anche di un
elemento economico di traino importante all’interno del piano
finanziario”.
   
Quest’anno per l’Italia si punta tutto su Ultimo, che dopo
essere entrato nella storia con il live italiano più
partecipato, cercherà di sbancare anche al botteghino con una
produzione “quasi hollywoodiana”. “Per noi è una sorta di ‘all
in’ – aggiunge ancora l’Ad di Nexo -, abbiamo grandissime
aspettative. Puntiamo a superare l’incasso migliore in Italia
che fu quello degli One Direction nell’ottobre 2014, con 100mila
biglietti. Gli spettatori si divideranno a metà tra chi è andato
e chi non è riuscito a farlo. Ma andarlo a vedere al cinema
ovviamente è una cosa completamente diversa: da una parte c’è
meno partecipazione emotiva, anche se comunque collettiva, ma
dall’altro lo vedi meglio e dopo 15 minuti ti sei dimenticato
della distanza imposta dallo schermo e sei dentro il concerto,
vedendo anche le smorfie del tuo idolo. In questo come in altri
casi alla fine il risultato è un’esperienza totale, nel senso
che a 360 gradi ti senti immerso nel concerto”.
   
Ma non tutti i live finiscono al cinema, qualcuno sbarca
anche in tv. “Ci sono artisti che hanno un appeal televisivo e
basta. Ad esempio Il Volo. E poi dipende anche dalla tipologia
di contenuto, se può reggere una distribuzione sul grande
schermo o se è più narrativo o con durate minori per cui è
difficile far pagare un biglietto”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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