La Traviata di Giuseppe Verdi
firmata nel dicembre 2022 dal regista Alessandro Talevi per gli
spazi dell’Europauditorium, primo spettacolo fuori dalla sede
storica del Teatro Comunale di Bologna, da allora chiuso per
ristrutturazione, torna il 21 febbraio al Comunale Nouveau,
ripensata per il nuovo palcoscenico. Sul podio dell’Orchestra
della Fondazione bolognese debutta Leonardo Sini, trentaseienne
direttore sassarese primo premio al Concorso Solti di Budapest.
Per Sini si tratta di un periodo di importanti debutti: dopo
l’esordio al Teatro Lirico di Cagliari con Lucrezia Borgia e
questa Traviata, dirigerà anche Le nozze di Figaro all’Opera di
Colonia. Alessandro Talevi, vincitore dell’European
Opera-Directing Prize, ripropone la sua lettura del capolavoro
verdiano ponendo l’accento su Violetta come figura trasgressiva,
“capace di sfidare le convenzioni morali. Una donna che usa
consapevolmente la propria bellezza per costruire un mondo
fragile fatto di lusso e divertimento, attirando l’alta società
‘come falene verso la luce’. Ma quello stesso fascino alimenta
voyeurismo e giudizio – spiega Talevi – I ‘guardoni’ che ne
ammirano l’avvenenza finiscono per esultare segretamente della
sua caduta, riflesso di una società attratta da chi infrange le
regole e poi soccombe, in questo caso a una malattia mortale”.
L’ambientazione è moderna, con richiami senza tempo. Nel
ruolo di Violetta canterà il soprano Adela Zaharia, già
applaudita nella stessa parte alla Los Angeles Opera e alla
Deutsche Oper Berlin. Alfredo Germont è il tenore Francesco
Meli, volto conosciuto al pubblico bolognese, ospite di teatri
come il Metropolitan di New York e il Teatro alla Scala. Giorgio
Germont è invece interpretato dal baritono Claudio Sgura,
presenza alla Wiener Staatsoper e all’Opéra National de Paris.
In alcune date si alternano Julia Muzychenko, Davide Tuscano e
Lodovico Filippo Ravizza. Il Coro è preparato da Gea Garatti
Ansini. Lo spettacolo si replica il 22, 24, 25 e 28 febbraio e
l’1 marzo.
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