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Home Cultura

Conti, ‘Sanremo nel nome di Baudo, lo capirete da come scenderò le scale’

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
23/02/2026
in Cultura

“La differenza fra presentare e
condurre è proprio questa: il presentatore, bene o male, lo può
fare chiunque; il conduttore è un regista in scena, colui che
detta i tempi del programma. E Pippo, in questo, è stato un
maestro assoluto. Anzi, l’ha inventato lui. Soprattutto in
questo ruolo, il legame tra Pippo e Sanremo è doppio, triplo,
quadruplo”. Lo scrive il direttore artistico del festival di
Sanremo Carlo Conti nella prefazione del ‘Quaderno51’ del Teatro
Ariston dedicato a Pippo Baudo e pieno di bellissime fotografie
e ricordi che parte dal presupposto “Se esiste ‘Perché Sanremo è
Sanremo’ è anche e soprattutto ‘perché Baudo è Baudo'”.
Conti ribadsice anche che quest’anno l’intera edizione del
festival sarà dedicata a Baudo: “Lo farò fin dall’inizio, fin
dalla prima serata: lo capirete – rivela – da come scenderò
dalle scale, da quale sarà l’intro di questa edizione del
festival. E cercherò di farlo ogni volta che avrò un ospite
lanciato da lui, magari prendendo in prestito la sua voce o un
suo video in cui presenta gli ospiti per renrdelo ancora vivo e
far capire quanto questa edizione non possa che essere dedicata
a Pippo Baudo”.
   
Conti spiega con orgoglio e gratitudine che “Pippo è stato un
faro, un punto di riferimento per me e, ne sono certo, per tutti
i conduttori della mia generazione”. E sottolinea ancora: “Ci
sono dei nomi con i quali noi siamo cresciuti: Pippo, Mike
Bongiorno, Corrado, Enzo Tortora e anche Renzo Arbore per la
parte che mi riguarda come spalla dei comici. Noi siamo
cresciuti con quella tv fatta da loro, inventata da loro, creata
da loro, e nel nostro dna di conduttori c’è qualcosa che abbiamo
preso da quei maestri del mezzo televisivo. Personalmente, Baudo
era il punto di riferimento. Pensate che, quando ho iniziato a
trasmettere in radio e poi a presentare le prime serate a
Firenze i miei colleghi della radio mi chiamavano ‘Pippo Conti’,
prendendomi un po’ in giro”. Conti dice anche che Baudo è stato
un esempio “non solo nella conduzione, ma soprattutto in quel
suo senso dell’organizzazione, della direzione artistica, del
coordinamento, dell’essere al centro dello spettacolo sia dal
punto di vista della presentazione pura sia tacendo
contemporaneamente il regista in scena”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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