Presidio questa mattina davanti
al palazzo municipale di Torino dei giornalisti e dei lavoratori
del quotidiano La Stampa, in mobilitazione per chiedere
chiarezza sul futuro della testata. “La Stampa non si vende,
oggi scioperiamo per difendere l’informazione libera”, si legge
nei manifesti. Sugli striscioni: “Elkann i nostri valori non
sono in vendita” e “La Stampa è di tutte e tutti”.
“I nostri valori non sono in vendita. Da 150 anni, da prima
che esistesse Elkann, siamo patrimonio di questo territorio, i
giornali sono presidi di democrazia e non possono essere
abbandonati a logiche di mercato”, ha detto al microfono
Giovanna Favro, del comitato di redazione.
“La nostra indipendenza non è negoziabile. La proprietà
passa, la credibilità resta, ma quando si perde è
irrecuperabile”, dicono i giornalisti del quotidiano torinese, e
aggiungono: “ci viene richiesto di adattarci a un futuro
incerto. Il nostro obiettivo non è sopravvivere qualche anno in
più, è restare rilevanti”.
Silvia Garbarino, segretaria dell’Associazione Stampa
Subalpina e giornalista de La Stampa, ha evidenziato come Elkann
abbia dato mandato di vendere: “C’è una due diligence avviata
con un editore, la Sae di Leonardis, che in questo momento non
ci dà alcuna fiducia visto che non c’è un piano industriale, né
una tenuta economica né di crescita. Siamo in un momento di
profondissima incertezza, abbiamo grande timore per cosa ne sarà
del domani. Portiamo in piazza i nostri problemi alla ricerca di
condivisione e continueremo questa battaglia finché non
riceveremo risposte”. In piazza, in solidarietà ai lavoratori,
anche giornalisti di altre testate, sindacalisti, consiglieri
comunali, alcuni assessori e la vicesindaca di Torino Michela
Favaro. Il sindaco Stefano Lo Russo riceverà una delegazione.
“La cessione di un giornale – ha affermato il presidente
dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Stefano Tallia – non è
la cessione di un’azienda qualunque. E’ un pezzo di democrazia
che deve essere tutelato e a tutelarlo deve essere un impegno
collettivo”. Tallia ha ricordato che da dieci anni si attende il
rinnovo del contratto di lavoro Fnsi-Fieg: “Probabilmente si
tornerà a scioperare e tra le ragioni dello sciopero deve essere
inserito anche il futuro delle testate. Non si può far finta di
nulla e anche il Governo deve essere chiamato a fare la sua
parte”.
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