ROBERTO SEGHETTI, ‘CAPITALISMO
FEUDALE, COME LIBERISMO E TECNOCRAZIA HANNO RIPORTATO INDIETRO
LE LANCETTE DELLA STORIA’ (Editori Laterza, pag.248,16,00 euro).
Non è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a
cambiare il mondo. Al contrario: è il mondo che è cambiato ad
aver reso possibile l’avvento di un presidente Usa che ha i
valori e i modi di Donald Trump. È questa, in estrema sintesi,
la conclusione cui giunge il libro ‘Capitalismo feudale/ come il
liberismo e la tecnocrazia hanno riportato indietro le lancette
della storia’, appena pubblicato da Laterza.
Il giornalista economico Roberto Seghetti vi racconta, passo per
passo, come oltre mezzo secolo di avvenimenti economici,
politici, tecnici, sociali abbiano portato nei paesi democratici
a un esito imprevisto: cioè a una società modernissima e
tecnologicamente avanzata, ma in cui sembrano esser venuti meno
i principi basilari fissati dalle due grandi rivoluzioni
liberali, quella americana e quella francese. A cominciare dalle
idee secondo le quali, almeno in teoria, nessun essere umano si
debba sentire superiore ad un altro per diritto naturale, che
tutti debbano pagare le tasse, sottostare alle stesse regole e
alle decisioni autonome della magistratura, avere una libertà
che rispetta la libertà degli altri, che il potere politico non
sia una proprietà personale o che la scienza e l’arte non
dipendano dai desideri dei potenti.
Trump, insomma, come i multimiliardari a capo delle grandi
società della tecnologia, da Elon Musk a Peter Thiel, o come i
multimiliardari della finanza, sono gli interpreti di un
mutamento già avvenuto: i protagonisti di un mondo in cui il
combinato disposto del liberismo più spinto, della
finanziarizzazione dell’economia e della rivoluzione
tecnologica, ha prodotto un accentramento formidabile della
ricchezza, del potere e una divaricazione sociale di tale
portata da modificare perfino il modo di pensare. Il rischio, si
sostiene in Capitalismo feudale, è che nel passaggio per eredità
di queste ricchezze e di questo potere si possa cristallizzare
nuovamente, sia pure in modi diversi, una divaricazione di
status tra le persone che nelle democrazie liberali si pensava
di aver mandato in soffitta da secoli.
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