“Le perduranti tensioni in Medio
Oriente stanno provocando da qualche tempo difficoltà alle
esportazioni del nostro Paese, con considerevoli aumenti dei
costi dei noli marittimi e delle polizze assicurative per
l’incremento dei rischi. Con i recentissimi atti di guerra la
situazione è decisamente peggiorata, provocando ulteriori gravi
contraccolpi all’export agroalimentare verso il Medio Oriente e
i mercati asiatici, che possono mettere a repentaglio un valore
complessivo di 6 miliardi di euro”. È quanto rileva, in una
nota, Confagricoltura Piemonte evidenziando che tra i comparti
pesantemente coinvolti “c’è quello della frutta e, in
particolare, delle mele, esportate soprattutto dal nord Italia,
Trentino/Alto Adige e Piemonte, in primo luogo la provincia di
Cuneo”.
Le importazioni di mele nell’Arabia Saudita sono pari a
187mila tonnellate, 225mila negli Emirati Arabi Uniti, 103mila
in Iraq, 30mila in Kuwait, 26mila in Qatar. Un mercato che vale
complessivamente oltre 151 milioni di euro. “Siamo il secondo
Paese al mondo per la vendita all’estero di mele, con 945mila
tonnellate, pari al 12,2% del totale mondiale – spiega Michele
Ponso, presidente della Federazione nazionale frutticoltura di
Confagricoltura -. Al momento i quantitativi di mele raccolte e
stoccate nelle celle frigorifere sono ancora ingenti, circa il
40%, e dirottare le esportazioni verso altri mercati, europei e
sudamericani, dove c’è un eccesso di offerta, rischia di far
crollare i prezzi”.
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