“Sono già stati segnalati alcuni casi” di sospetta speculazione dei distributori di carburanti dopo l’attacco degli Stati Uniti in Iran. Lo afferma il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, a margine delle riunioni della Commissione di allerta rapida in materia di energia e carburanti e del relativo impatto su inflazione e carrello della spesa.
“Il governo ha allertato tutti coloro che hanno le competenze sia per monitorare sia per eventualmente agire per contrastare i fenomeni speculativi”, spiega Urso dicendo che la segnalazione alla Guardia di Finanza scatta in caso di “un distributore self che praticasse un prezzo superiore, per esempio, al servito”.
Il ministro sottolinea che in generale “il prezzo dei carburanti è inferiore ai 2 euro al litro, è aumentato di qualche decimo ma siamo ben al di sotto di quello che si verificò dopo l’invasione della Russia in Ucraina in cui i prezzi balzarono a 2,25 euro. Ovviamente siamo tutti consapevoli che dipenderà molto dalla durata e dall’estensione del conflitto e, se dovesse durare, le conseguenze sarebbero ben più significative”.
“Non è in alcun modo credibile e non può essere creduto che alle primissime fibrillazioni dei mercati internazionali corrispondesse necessariamente l’immediata reazione violenta dei listini di carburanti, come se i litri venduti ai consumatori in questi giorni fossero stati acquistati sull’unghia il giorno stesso. La speculazione c’è e la vedono tutti!”. E’ questo, quanto le Organizzazioni di categoria dei Gestori -Faib e Fegica- hanno tenuto a dire in apertura della riunione della Commissione ministeriale di intervento rapido, convocata questa mattina da Mister Prezzi e presieduto dal Ministro Urso.
In una nota, segnalano rincari di 20 cent al litro e oltre affermano che l’industria petrolifera, per bocca della propria rappresentanza associativa, continua a “nascondersi dietro i soliti ‘numerelli’ del platts, del brent, del wti”. “Se non è sufficiente la ‘moral suasion’ il ministero ha tutti gli strumenti normativi – conclude il comunicato dei Gestori – per tornare temporaneamente, considerata l’emergenza, da una parte ad un regime di prezzi controllati e, dall’altra, al meccanismo di accisa mobile, per diminuire le accise in funzione del maggior gettito di IVA non previsto fatto registrare con gli aumenti dei prezzi di questi giorni”.
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