Il Takács Quartet, formazione di
respiro internazionale che ha appena festeggiato i 50 anni di
attività, sarà in scena a Roma il 17 marzo alle 20:30 per l’
Istituzione Universitaria dei Concerti. Nell’ Aula Magna della
Sapienza proporranno il “Reiterquartett” di Haydn, la seconda
sonata del compositore sovietico di origine polacca Mieczysław
Weinberg, un quartetto di Debussy e la prima esecuzione romana
di Nexus di Clarice Assad, brano di cui sono dedicatari. Edward
Dusinberre, Harumi Rhodes (violini), Richard O’Neill (viola) e
András Fejér (violoncello) hanno da poco pubblicato il loro
ultimo progetto Hyperion, “Flow” di Nokuthula Ngwenyama. In
primavera uscirà un nuovo album con il pianista Marc Andre
Hamelin con opere di Florence Price e Antonín Dvořák. La
formazione è continuamente impegnata in tournée internazionali.
Il Takács Quartet è stato formato nel 1975 all’Accademia
Franz Liszt di Budapest da Gabor Takács-Nagy, Károly Schranz,
Gabor Ormai e András Fejér, mentre erano studenti. Il gruppo ha
avuto l’attenzione internazionale nel 1977, vincendo il Primo
Premio e il Premio della Critica all’International String
Quartet Competition di Evian, in Francia. Per i suoi album con
l’etichetta Decca/London, il quartetto ha vinto tre Gramophone
Awards, un Grammy Award, tre Japanese Record Academy Awards, il
Disco dell’Anno ai BBC Music Magazine Awards inaugurali e
l’Ensemble Album dell’Anno ai Classical Brits. Il Takács Quartet
è noto per la sua programmazione innovativa. Nel 2021/22
l’ensemble ha collaborato con il virtuoso del bandoneon Julien
Labro per la prima di nuove opere di Clarice Assad e Bryce
Dessner. Nel 2014 ha eseguito un programma ispirato al romanzo
Everyman di Philip Roth con Meryl Streep a Princeton, e
presentato per la prima volta alla Carnegie Hall nel 2007 con
Philip Seymour Hoffman. Hanno girato 14 città con il poeta
Robert Pinsky e hanno suonato regolarmente con il gruppo folk
ungherese Muzsikas. Nel 2012 Gramophone ha annunciato che il
Takács è stato il primo quartetto d’archi a essere inserito
nella Hall of Fame.
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