• Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy
sabato, Aprile 18, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Il giornale dei mercati finanziari
  • Cronaca Italiana
  • Cultura
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Mondo economia
  • PMI e Business
  • Politica
  • Scienze
  • Cronaca Italiana
  • Cultura
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Mondo economia
  • PMI e Business
  • Politica
  • Scienze
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Il giornale dei mercati finanziari
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Cronaca Italiana

Orsini: «Sospendere l’Ets, se la guerra continua servono gli eurobond»

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
19/03/2026
in Cronaca Italiana

Ascolta la versione audio dell’articoloChiediamo una «sospensione del mercato Ets, il nostro è un grido d’allarme. La richiesta è determinata dal contesto, perché purtroppo non ci aspettiamo che il conflitto finisca presto, che il gas o la benzina possano costare di meno. È un momento storico ed è per questo che la sospensione è l’unica via». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, in un punto stampa a Bruxelles, dopo una serie di incontri istituzionali, tra cui un colloquio con il vicepresidente della Commissione Ue, Raffaele Fitto. «Se la guerra dovesse continuare, avremo bisogno» di nuovo «debito comune» per «sostenere i Paesi Ue, non lo possiamo fare» solo «con gli aiuti di Stato, perché vorrebbe dire aumentare ancora il divario tra l’Italia e altri Paesi», ha sottolineato.La sospensione dell’Ets dovrà valere «fino a quando il conflitto non finirà, fino a quando non sarà trovata una soluzione», ha evidenziato Orsini, spiegando che lo stop «serve per calmare il prezzo dell’energia». «Prima del conflitto» il prezzo dell’energia era «106 euro a megawattora, oggi siamo a 160 euro a megawattora. Questo è un aumento del 60%», ha indicato.Loading…Sul debito comune, ha sottolineato, «oggi stiamo facendo un appello di responsabilità, perché dietro ogni impresa che delocalizza e chiude ci sono migliaia e centinaia di posti di lavoro». «Ci aspettiamo che forse il debito comune sia la via migliore perché se l’Europa vuole fare l’Europa non possiamo» continuare «a dividere: abbiamo bisogno di unire e se vogliamo l’Europa unita dobbiamo avere progetti che siano uniti e quindi il debito comune sicuramente unisce», ha aggiunto.Orsini: «È l’ultima chiamata sulla competitività, l’Europa cambi passo»Sulla competitività «oggi è l’ultima chiamata per l’Ue, l’ultimo treno che passa. Oggi abbiamo veramente bisogno di un’Europa che cambi passo per diversi motivi», ha detto Orsini. «Abbiamo due potenze, Cina e Stati Uniti, che stanno giocando una partita, e abbiamo l’Europa che sta facendo solo da arbitro con il fischietto in mano, ponendo regole e penalizzando le imprese e le industrie europee. O l’Europa si sveglia oppure non ci sarà tanto tempo», ha osservato. In un anno, ha aggiunto Orsini, «la Cina ha incrementato del 32% le esportazioni» verso l’Europa che a sua volta ha importato «il 32% in più di prodotto, perdendo quasi un milione di posti di lavoro tra indiretti e diretti. Quindi è una preoccupazione e il trend sta continuando. La de-industrializzazione d’Europa per noi è una preoccupazione».

Potrebbe interessarti

Per La storia in piazza 3.500 studenti agli eventi della prima giornata

3 settimane fa

Gianmarco Mazzi è il nuovo ministro del Turismo: “Sono onorato di questo incarico”

2 settimane fa
Il giornale dei mercati finanziari

© 2023 - Il Giornale dei Mercati Finanziari

Naviga in

  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Cronaca Italiana
  • Cultura
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Mondo economia
  • PMI e Business
  • Politica
  • Scienze

© 2023 - Il Giornale dei Mercati Finanziari