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Home Cultura

Musica e testo per una ‘rivoluzione necessaria’ al Sud, ecco Scetammuce

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
19/03/2026
in Cultura

(di Angelo Cerulo)
Sembra provenire dai canti popolari
di decenni fa, dalle lotte degli anni Settanta con le parole
d’ordine dell’epoca e un po’ vintage lo è se non altro per il
particolare stile adottato, ma poi sia per l’utilizzazione della
lingua dell’entroterra campano, con le sue asprezze e le sue
nude verità, sia per il richiamo a temi attualissimi come la
precarietà dell’esistenza che soffoca i giovani – ‘i uagliuni’ –
allontanandoli anche dall’amore, il brano ‘Scetammuce’
(Svegliamoci) del cantautore sannita Cosimo Fuggi, è un potente
e, nello stesso tempo, accorato messaggio a prendere in mano la
propria vita.
   
L’artista 73enne di Vitulano (Benevento) – un passato
costellato di esperienze a partire dalla sua solida formazione
musicale con il Gruppo di Ricerca Popolare del Sannio – spera di
poter catturare l’attenzione delle fasce marginali della società
anche con l’utilizzazione di una musica accattivante e ritmata.
   
Il brano, accompagnato da un video della durata di 4′ 33”, è
pubblicato su YouTube.
   
“Non solo i più deboli – dice il musicista all’ANSA – in
realtà ho l’ambizione di pensare che le parole siano un
messaggio universale ad assumersi la responsabilità delle
proprie scelte”. Certo, il brano ha come protagonisti i giovani
e le parole parlano chiaro: nella parte finale della canzone si
richiamano termini come lavoro, dignità, libertà. “Concetti
condivisibili da tutti non solo dai più giovani”, afferma Fuggi;
nel suo brano emerge quasi una sorta di ‘rivoluzione necessaria’
da fare al più presto nel Sud per cambiare le cose.
   
Dunque, ‘Jammo uagliù’, è arrivato u mumento, jammo vedimm
c’amma fa, scetammuce, ‘a vita è a nostra…”. Il treno passa e
bisogna cogliere l’occasione: “Chi ha la pancia piena non può
ascoltare le ragioni dei deboli – dice l’artista – serve uno
scatto, una rivolta delle coscienze”. Perfino l’amore viene
messo in un angolo. “E’ l’invito a darci una mossa – spiega – le
parole non ci fanno mangiare. Questa storia deve finire perché ”
‘nato juorno è passato e ‘cca nun cagna mai niente e nuie stammo
sempe ‘ncazzati”. Un appello anche a ‘non vendersi più’ per
uscire da una condizione nella quale ‘nun pienze e nun tiene
‘cchiù voglia e ‘nu ‘ppoco d’ammore’. Insomma, basta: “Vuttammo
‘nterra ‘mo a chi cumanna” (‘buttiamo ora a terra chi comanda’).
   
Un filo rosso lega la produzione musicale dell’artista: la
canzone d’impegno legata ai valori della solidarietà e
dell’amore. “C’è un grande bisogno di Amore – conclude il
musicista – ma si deve partire dalla dignità e dalla prospettiva
di futuro per i giovani: se non ci sono queste condizioni, tutto
si perde nella sofferenza e nella rabbia. A chi non ha la forza,
il coraggio, la voglia di lottare dico: Scetammuce”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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