Il tribunale del Riesame di
Bologna ha confermato la misura di custodia cautelare in carcere
per Guillaume Harushimana, il 51enne arrestato il 26 febbraio
dai carabinieri a Parma, con l’accusa di aver prestato supporto
logistico e organizzativo agli esecutori del massacro delle tre
missionarie saveriane, suor Olga Raschietti, suor Lucia Pulici e
suor Bernardetta Boggian, avvenuto in Burundi nel 2014.
L’uomo, che da anni viveva in Emilia, nell’interrogatorio di
garanzia davanti al Gip di Parma si era avvalso della facoltà di
non rispondere, dichiarandosi innocente. E’ difeso dagli
avvocati Andrea Molé e Mario L’Insalata. I giudici hanno
depositato per ora solo il dispositivo della decisione, le
motivazioni nelle prossime settimane.
Secondo le indagini dei carabinieri i delitti sono maturati
per ordine della polizia segreta del Burundi: Harushimana era il
factotum della missione saveriana a Bujumbura, ma è ritenuto
anche uno stretto collaboratore del generale Adolf Nshimirimana,
presunto mandante del massacro. Il 51enne arrestato ha lavorato
in passato per una onlus di Parma in Burundi. Nel 2018 arrivò
in Italia per un corso di formazione con l’associazione stessa.
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