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Home Cultura

Alessio Boni, chi non vorrebbe un padre come ‘Don Chisciotte’

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
22/03/2026
in Cultura

(di Francesco Gallo)
Un ‘Don Chisciotte’ minimalista tra
pazzia e santità è quello proposto dal regista Fabio Segatori
che passa in concorso alla 17/ma edizione del Bifest per poi
approdare in sala dal 26 marzo con Baby Films. Spartano nei
mezzi, il film esalta ancora più questa figura creata da
Cervantes di idealista per eccellenza, di visionario di un mondo
giusto che inevitabilmente lo deride, ma alla stesso tempo si
interroga sulle sue folli imprese.
“Chi non vorrebbe avere un padre così, un signore altolocato in
pensione che si veste con un’armatura, cerca uno scudiero per
poter entrare nel mondo, non per arricchirsi come fanno tutti o
per avere più potere, ma per sistemarlo, rimetterlo in sesto e
lasciarlo migliore ? – dice all’ANSA Alessio Boni che
interpreta il cavaliere errante nel film- . Un uomo poi che non
ha neanche figli, ma solo una governante. Se mi piace? Certo –
dice l’attore con convinzione -, ma io non sono neanche
un’unghia di Don Chisciotte”.
   
Girato tra straordinari paesaggi nell’Alto Ionio, tra Basilicata
e Calabria, il film attraversa calanchi scavati dal vento,
castelli medievali a picco sul mare, fiumare, spiagge
incontaminate e distese arse dal sole.
   
La vicenda parte nel 1571 con Miguel de Cervantes ferito nella
battaglia di Lepanto in un ospedale di Messina. Qui lo
scrittore, tra febbre e allucinazioni, assiste all’incendio
della biblioteca di Don Alonso Chichano, uomo ossessionato dai
romanzi cavallereschi che, privato dei suoi libri di avventura,
decide di passare all’azione e farsi cavaliere errante. Nasce
così Don Chisciotte della Mancia, che elegge la contadina
Dulcinea a dama ideale e trascina con sé Sancio Panza (Fiorenzo
Mattu), sedotto dalla promessa di un castello da governare.
   
Cosa è rimasto dello spirito di Don Chisciotte oggi?
“Nulla, ma solo già dieci anni fa qualcosa ancora c’era. Penso
a una donna come Ilaria Cucchi che ha avuto il coraggio di
denunciare l’arma dei Carabinieri vincendo poi la causa e
riscattando il fratello. Questo è solo un esempio. Le
ingiustizie e i soprusi ci sono sempre stati, ma la cosa che mi
dà fastidio dell’oggi è che se hai più soldi ti puoi permettere
un avvocato bravo e vincere il processo. E in questo caso non è
la legge a vincere, ma il potere. Don Chisciotte è diverso –
sottolinea Boni da sempre impegnato nel sociale – non è certo un
eroe con gli speroni dorati, il mantello e la spada luccicante
che combatte il drago e salva le donzelle. Lui combatte per
tutti, anche per gli ultimi, e alla fine è uno che ha vinto la
più grande battaglia, quella dell’eternità. È davvero
impressionante: questo personaggio é conosciuto in tutto il
mondo”.
   
Quanto si identifica nei personaggi che interpreta?
“Ho preso da tutti e rifarei tutti: Caravaggio, il Franco de ‘La
bestia nel cuore’, Walter Chiari. Quest’ultimo, tra l’altro, mi
ha dato tantissimo perché era un attore, una persona che
lavorava nel mondo artistico e con lui ho fatto un viaggio
davvero strepitoso”.
   
Qual è la cosa che le fa più paura oggi?
“È sotto gli occhi di tutti. La violenza del potere che non
rispetta più nessuna regola, neppure la Costituzione”.
   
Nel cast del film – prodotto da Baby Films con il sostegno di
MIC, Calabria Film Commission e Lucana Film Commission, e in
collaborazione con Rai Cinema – anche Angela Molina nel ruolo
della governante, Marcello Fonte, Galatea Ranzi, Carlo De
Ruggeri, Gabriella Bagnasco e Martina Molinaro.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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