Chiara Mocchi, la professoressa
accoltellata da un suo alunno tredicenne nella scuola media di
Trescore Balneario, in una lettera dettata dall’ospedale al suo
legale Angelo Lino Murtas ha spiegato di essersi salvata grazie
a un altro studente della stessa età che per difenderla ha
rischiato la vita.
Il suo aggressore “un alunno tredicenne – confuso,
trascinato e ‘indottrinato’ dai social – mi ha colpita
all’improvviso, ripetutamente al collo e al torace con un
pugnale. Solo il coraggio immenso di un altro mio alunno: “E. ”
, anche lui tredicenne, che mi ha invece difesa rischiando la
sua stessa vita, ha impedito il peggio”.
“Una potentissima emorragia, quasi un litro e mezzo di
sangue perso in poco tempo. Un fendente arrivato a mezzo
millimetro dall’aorta. Un foulard premuto sul collo, le mani
tremanti di chi mi soccorreva, e quel torpore che avanzava
rapido mentre la luce intorno a me diventava ombra, e l’ombra
diventava addio” ha ripercorso nella lettera in cui ha voluto
ringraziare l’équipe dell’elisoccorso e “chi dona il proprio
sangue” per la trasfusione che le è stata fatta in volo.
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