Ascolta la versione audio dell’articoloÈ un bilancio positivo quello tracciato dai rappresentanti delle imprese sarde che hanno partecipato al Foodex Japan ai primi di marzo. «La presenza in fiera ci è servita sia a consolidare un mercato, quello giapponese, che approcciamo da qualche anno e ci ha aiutato a promuovere i nostri prodotti anche su canali nuovi, come quelli della ristorazione e dei supermercati giapponesi, sia a scoprire nuove opportunità che non conoscevamo – commentano dall’azienda Cherchi di Alghero -. L’interesse è stato molto positivo e il 99% delle persone incontrate erano operatori di alta qualità, inoltre, abbiamo riscontrato anche una bella presenza da operatori di altri paesi asiatici, come Corea, Cina, Taiwan e Hong Kong per esempio»A guardare positivamente all’iniziativa, «utile per consolidare rapporti già esistenti e attivarne altri» è anche Caterina Giola delle Tenute Soletta.«Abbiamo avuto l’opportunità non solo di consolidare rapporti commerciali già esistenti, ma anche di avviare nuove e promettenti relazioni con partner internazionali – dice -. La presenza coordinata e la qualità dell’organizzazione hanno contribuito in maniera significativa a valorizzare le eccellenze del nostro territorio. Siamo convinti che iniziative come questa rappresentino un’importante leva per la promozione e lo sviluppo delle imprese sarde nei mercati esteri, e auspichiamo di poter partecipare a future attività analoghe. Soprattutto in questo momento di incertezza economica». Sulla stessa lunghezza d’onda anche i rappresentanti delle Carloforte Tonnare Piam. Non a caso i rappresentanti parlano di trattative e non solo con il Giappone. In vetrina a Tokyo anche i prodotti della Cantina du Entu.Loading…«La rete Sardinia Terroirs è arrivata in Giappone con il suo bagaglio di sapori e saperi: un’opportunità entusiasmante che mette le ali a un comparto capace di fare da volano e ambasciatore di tutte le bellezze della nostra Sardegna», afferma Piero Cella, presidente di Sardinia Terroirs, rete di imprese nata di recente, che riunisce nove realtà vitivinicole con l’obiettivo di far conoscere al mondo l’incredibile biodiversità della Sardegna«Nove aziende per nove terroir che hanno espresso la vera essenza dell’isola, grazie anche al supporto degli enti e dell’Assessorato all’Agricoltura. La forza del gruppo, della conoscenza e della competenza ci ha permesso di raccontare a un Paese come il Giappone, che ha grande rispetto per la cultura del vino, un’isola del Mediterraneo capace di regalare identità e piacere attraverso vitigni famosi come Vermentino e Cannonau, ma anche attraverso varietà più originali e autoctone come Cagnulari, Semidano e Bovale». A guardare positivamente all’esperienza a Tokyo anche i rappresentanti del Panificio Bulloni. «La fiera ci ha permesso di consolidare la nostra presenza nel mercato giapponese, valorizzando prodotti identitari come il pane Carasatu, e di rafforzare relazioni commerciali già avviate in altri mercati asiatici, in particolare Corea del Sud e Cina». A guardare con interesse il mercato giapponese, suggerendo anche qualche altro momento per il futuro, sono i rappresentanti di Blue marlin. Per Rita Virdis, della Lait di Ittiri, «la partecipazione alla collettiva della Sardegna nell’ambito del Foodex Japan 2026 si è conclusa con risultati ampiamente positivi in termini di visibilità, contatti commerciali e promozione del territorio». Non solo: « Lo stand ha registrato la visita di importatori, distributori, buyer della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e operatori del canale Ho.Re.Ca. giapponesi, profili di alto valore commerciale per l’avvio di relazioni strutturate di importazione e distribuzione».