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Home Cultura

Guernica, affare di Stato fra memoria, politica e rivendicazione del Paese Basco

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
31/03/2026
in Cultura

Il ‘Guernica’, il capolavoro di
Pablo Picasso icona della denuncia radicale della distruzione
della guerra, torna al centro di uno scontro politico, divenuto
un ‘affare di Stato’ in Spagna, nel dibattito che intreccia
memoria, identità e tutela del patrimonio. All’origine, la
richiesta del lehendakari, il governatore del Paese Basco,
Imanol Pradales, di ottenere in prestito il dipinto, perché sia
esposto al Museo Guggenheim di Bilbao, tra il prossimo ottobre e
giugno 2027, in occasione degli anniversari legati ai
bombardamenti di Guernika del 1937 e del 904mo anniversario del
primo governo basco. Un gesto, nelle intenzioni di Vitoria, dal
forte valore storico e politico in segno di “riparazione
simbolica” per il popolo basco. Ma anche “un messaggio al mondo”
con il trasferimento nella città che fu vittima del primo
bombardamento di massa sulla popolazione civile.
   
Tuttavia il Museo Reina Sofia di Madrid, dove l’opera è
conservata, respinge ogni ipotesi di prestito e di trasferimento
per i rischi legati alla fragilità della tela. Una posizione
condivisa dal governo di Pedro Sanchez, che invita a mantenere
la decisione su basi tecniche.
   
Il governo basco ha fatto della causa una questione di Stato,
dopo i ripetuti rifiuti ricevuti da parte del ministero di
Cultura. “Sarebbe un grave errore politico chiudere la osta a
questa questione”, aveva ammonito la scorsa settimana Imanol
Pradales al premier Pedro Sanchez, in un incontro alla Moncloa.
   
La rigidità attuale contrasta con la storia movimentata del
dipinto. Realizzato nel 1937 per l’Expo di Parigi, Guernica è
stata a lungo un’opera in viaggio, non solo per il rifiuto di
Picasso che fosse esposta in Spagna durante la dittatura. Tra la
fine degli anni ’30 e i primi anni ’40 toccò diverse città
europee e americane come simbolo della denuncia antifascista.
   
Dal 1939 il dipinto fu custodito al Museum of Modern Art, da cui
partì ancora per alcune esposizioni temporanee.
   
Il rientro in Spagna avvenne solo nel 1981, dopo la fine del
franchismo, in un’operazione complessa e senza precedenti dal
punto di vista conservativo. Dopo una prima collocazione al
Prado, dal 1992 il capolavoro è esposto stabilmente al Reina
Sofia. E, da allora, nonostante le numerose richieste
internazionali e nazionali, con è mai più stato concesso in
prestito, proprio per la sua fragilità strutturale, anche a
causa dei precedenti spostamenti.
   
La richiesta basca è l’ultima di una serie di tentativi
falliti, a partire dal 1997, e rilancia una questione mai
sopita: a chi appartiene simbolicamente il Guernica?
“La grande icona del nostro museo deve restare, senza
eccezioni, a margine della politica di prestiti
dell’istituzione”, segnala un rapporto di quattro pagine del
Centro di Arte Reina Sofia, per il quale il dipinto di Picasso
ha la stessa importanza della ‘Gioconda’ di Leonardo per il
Louvre.
   
Ma l’esecutivo basco non si rassegna. E ha intensificato negli
ultimi giorni gli incontri con il ministro di Cultura, Ernest
Urtasun, per analizzare in quali condizioni sarebbe possibile un
trasferimento temporaneo del dipinto. Il Museo Reina Sofia
insiste sull'”alto rischio” per l’opera, mentre le autorità
basche e quelle centrale si sono rinviate a dopo Pasqua per
affrontare la spinosa questione.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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