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Home Cultura

Numeri ‘eccezionali’ a Pasqua per la mostra ‘Giotto e san Francesco’ a Perugia

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
06/04/2026
in Cultura

In molti, per queste vacanze
pasquali, hanno scelto l’Umbria e Perugia, dove sta ottenendo un
grande successo la mostra “Giotto e san Francesco. Una
rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, in corso alla Galleria
Nazionale fino al prossimo 14 giugno.
   
“Grazie alla mostra ‘Giotto e san Francesco’ – ha spiegato
oggi all’ANSA il direttore dei Musei Nazionali di
Perugia-Direzione regionale Musei nazionali Umbria, Costantino
D’Orazio – abbiamo chiuso il mese di marzo registrando un
aumento del 34% dei visitatori rispetto all’anno scorso. Questo
significa che c’era grande attesa e che il pubblico è subito
accorso a visitarla, come dimostrano gli eccezionali numeri di
queste festività di Pasqua che il ministero della Cultura
diffonderà nelle prossime ore”.
   
Per D’Orazio, “la mostra conferma che è possibile coniugare
la ricerca storico-artistica e l’emozione in un percorso che
parla al grande pubblico e soddisfa gli studiosi”.
   
La rassegna espositiva, con la quale si celebra anche
l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, è
curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi e racconta
una felice congiuntura nella storia della cultura che ha avuto
per teatro l’Umbria tra la fine del Duecento e i primi decenni
del Trecento.
   
La mostra si sofferma sul momento epocale in cui il carisma
di Francesco incontra il genio di Giotto per dare vita a una
rivoluzione che segna la nascita dell’arte moderna; nell’ultima
parte del 13/o secolo, infatti, si assiste al passaggio da un
linguaggio forbito e stilizzato, in debito con la tradizione
bizantina, della cosiddetta “maniera greca”, alla rivoluzione
figurativa promossa dal maestro fiorentino, capace di
imbrigliare e restituire la realtà e i suoi affetti con una
coerenza e una credibilità fino ad allora del tutto inedite.
Protagonista principale, ma non assoluto, di questo trapasso è
proprio Giotto di Bondone che, intorno al 1290, irrompe nel
cantiere della chiesa superiore della Basilica di San Francesco
ad Assisi, dove papa Niccolò IV aveva dato inizio a una stagione
di fervore decorativo senza precedenti.
   
La rassegna, a cui è stata anche conferita la medaglia del
Presidente della Repubblica, racconta anche l’arrivo ad Assisi
di altre due presenze clamorose, sul calare del secondo
decennio del Trecento: Simone Martini e Pietro Lorenzetti, che
dalla loro Siena portano l’eleganza più rarefatta e la passione
più travolgente. Al pari di Giotto, sono loro gli attori
principali della mostra, con opere eseguite negli anni in cui
furono attivi nella Basilica di San Francesco, come la Madonna
col Bambino dell’Opera del Duomo di Orvieto, paradigma della
raffinatezza senza pari di Simone Martini, o la Madonna di
Monticchiello di Pietro Lorenzetti, dalla Pinacoteca di Pienza.
   
Il percorso espositivo, suddiviso in otto sezioni,
ripercorre tutta questa straordinaria stagione, attraverso
oltre 60 opere, realizzate dai tre artisti, proprio negli anni
in cui furono attivi sui ponteggi della Basilica francescana,
in dialogo con quelle coeve dei maestri del territorio, capaci
di reagire prontamente, con originalità, al loro esempio.
   

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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