Nuovi totem multimediali, con video o accessibili con QrCode,
che contengono tour virtuali, sono stati allestiti ad Ostia e
Fiumicino ed anche all’esterno delle aree archeologiche di Ostia
antica e del Museo delle Navi romane: consentono ora, e dopo
nuove indagini diagnostiche e ricostruzioni virtuali, una
maggiore fruibilità e conoscenza di tre siti del Parco
archeologico di Ostia.
Ne sono stati allestiti due ad Ostia, vicino al Palazzo del
Governatorato ed in piazza della Stazione Vecchia; tre a
Fiumicino, due a via Torre Clementina e sul Lungomare della
Salute, ed uno a Fregene, in via della Pineta. Uno con la realtà
immersiva a breve sarà ai “Fornici” negli Scavi di Ostia Antica.
Attraverso nuove tecnologie, testate per ora limitatamente ad
aree degli Scavi di Ostia antica, della Necropoli di Porto
all’Isola Sacra ed all’edificio della “Capitaneria di Porto”
presso il Museo delle Navi a Fiumicino, il Parco sperimenta
quindi sempre più efficaci forme e modelli per una migliore
conservazione, gestione, valorizzazione e fruizione dei beni
archeologici, per coinvolgere un pubblico di visitatori sempre
più ampio.
Il progetto “S.T.Ar.T Ostia – Soluzioni Tecnologiche per
l’ARcheologia e il Territorio”, è stato presentato ufficialmente
oggi al Museo delle Navi di Fiumicino, presente tra gli altri il
Direttore del Parco Archeologico di Ostia antica, Alessandro
D’Alessio. Il progetto è finanziato dalla Regione Lazio
attraverso l’agenzia Lazio Innova ed elaborato dal Parco
archeologico di Ostia antica. Il piano ha coinvolto un settore
della Regio IV di Ostia antica con la Domus di Giove
Fulminatore, il Ninfeo degli Eroti, la Domus dei Pesci, la Domus
del Garofano e la Caupona del Pavone, ricostruita virtualmente
fruibile in 2D e 3D, l’edificio della cosiddetta “Capitaneria”
di Porto sulla banchina orientale del Bacino di Claudio a
Fiumicino, chiusa al pubblico ma ora interessata da indagini che
hanno permesso la ricostruzione 3D per un accesso virtuale; la
tomba n. 57 della Necropoli di Isola Sacra, a Fiumicino, i cui
affreschi sono staccati e conservati nei depositi ostiensi: la
tomba e le pitture sono state oggetto di rilievi fotogrammetrici
e laserscanner, che hanno ricostruito l’insieme per la fruizione
virtuale.
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