È morto all’età di 77 anni Mario
Canale, regista, sceneggiatore, autore per la tv, instancabile
operatore culturale dell’audiovisivo. Lo rende noto Cinecittà a
cui Canale è stato profondamente legato, soprattutto tramite
l’Archivio Luce, per il fondo che porta il suo nome, e che
rappresenta un unicum nel panorama degli archivi nazionali, e
non solo. Un repertorio che conta qualcosa come 500 backstage e
oltre duemila interviste video a tutti i più importanti registi,
attori, artisti e tecnici del cinema dagli anni ’80 fino a oggi,
e reportage dai principali festival e appuntamenti
cinematografici del mondo.
Nato a Ferrara nel 1948, autore di numerosi e fondamentali
documentari sui protagonisti del nostro cinema, anche insieme
alla compagna di lavoro e vita Annarosa Morri, Canale è stato un
Erodoto del cinema italiano, un enciclopedista che con il video
ha raccolto tutte le voci dell’arte e dell’industria, e un
testimone complice e accolto da tutti dentro i segreti del set,
grazie alle sue doti di intelligente osservatore, concreto,
ironico e infaticabile. Oggi chiunque voglia conoscere i nomi,
gli autori, l’energia vissuta dal cinema italiano degli ultimi
40 anni, può trovarlo nel fondo Mario Canale dell’Archivio Luce,
e immergersi nello sguardo limpido di un compagno di viaggio
eccezionale, che con la sua professionalità e le sue doti umane
tramanda un mondo che grazie a lui possiamo ammirare da dietro
le quinte.
Cinecittà a nome del presidente Antonio Saccone e
dell’amministratrice delegata Manuela Cacciamani esprimono
“dolore e commozione profonda nell’apprendere della scomparsa di
Mario Canale. Alla famiglia di Mario e a quanti lo hanno amato
l’abbraccio grato di Cinecittà e del grande Archivio Luce”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
