CORPI AL MACELLO (RUBETTINO
EDITORE, PP. 200, EURO 18).
Esce oggi il nuovo libro del giornalista molisano Giovanni
Mancinone. Si intitola ‘Corpi al macello’ ed è dedicato al tema
delle morti sul lavoro. Il volume racconta 13 storie di
altrettante morti bianche e ha la prefazione dell’ex ministro
del Lavoro Cesare Damiano.
“Per raccontare le storie dei lavoratori che non ci sono più
– spiega l’autore -, sono entrato nelle loro case incontrando
mogli, madri, figlie, figli e amici delle vittime, ancora feriti
dai ricordi indelebili dei loro congiunti che hanno perso la
vita nelle miniere, nei cantieri, nelle campagne, nelle
fabbriche e sulle strade”. Una ricostruzione dei fatti, quella
contenuta nel libro, completata consultando atti giudiziari,
giornali, anagrafe dei Comuni, archivi pubblici e privati. “In
questo viaggio sui territori – racconta ancora Mancinone -, ho
conosciuto persone forti ancora dignitosamente in attesa di
giustizia e altre chiuse nel riserbo delle private sofferenze.
Dolore e rabbia per un destino, quello dei propri cari, che
poteva essere evitato. I decessi sul lavoro ogni anno sono
cinque volte gli omicidi compiuti dalla criminalità organizzata
e quattordici volte i femminicidi. Un tributo di vite umane
troppo alto”.
Secondo Mancinone, autore negli ultimi anni di due libri che
hanno ricevuto numerosi premi, ‘Molise Criminale’ e ‘Mostri’,
per fermare questa strage occorrono iniziative strutturate “e
invece, il sistema, considera la sicurezza sul lavoro e la
salute, un costo da tagliare”. “Sfruttamento, subappalto, lavoro
nero, caporalato, precarietà, fretta, scarsa formazione,
contribuiscono a rendere insicuro il lavoro – conclude -. Le
morti sul lavoro sono una vergogna nazionale. Un tradimento
inaccettabile dei principi fondanti della nostra Costituzione
repubblicana”.
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