La riapertura del Teatro San
Filippo come segno di una riappropriazione collettiva e come
passaggio dentro il percorso culturale della città. È il senso
dell’intervento del ministro della Cultura Alessandro Giuli
all’inaugurazione dello spazio restituito all’Aquila a 17 anni
dal sisma. Nel suo discorso, Giuli ha richiamato “lo sguardo
appassionato” con cui “il sindaco, le persone, tutta la
comunità” vivono “l’orgoglio della riappropriazione, della
riapertura, della condivisione di un luogo così importante”,
parlando del San Filippo come di “un teatro che ha questa storia
e che merita di essere celebrato”.
Il ministro ha collegato la riapertura al profilo culturale
della città, spiegando che il riconoscimento dell’Aquila si
radica nella sua storia e nel coinvolgimento della comunità. “È
in questo corredo, in questo deposito vivo, che sta il primato
dell’Aquila città capitale”, ha affermato. Giuli ha quindi
richiamato il tema della “costellazione” – anche in riferimento
al titolo del festival di tre giorni che inaugura lo spazio
teatrale – indicandolo come immagine capace di riassumere il
senso del festival aquilano e il ruolo della città “al centro di
una civiltà appenninica”. In questo quadro ha parlato di una
“forza magnetica attrattiva” che, a suo dire, caratterizza
L’Aquila e viene riconosciuta da chi ha avuto modo di lavorare
in città. Due, in particolare, i punti evidenziati dal ministro
sul San Filippo: da un lato “la grande capacità di recupero di
un teatro che ha un’identità stratificata nel tempo, un’identità
storica e un’altra funzione sociale”, dall’altro la “meraviglia”
suscitata dal luogo. “Chiunque entri in un posto del genere dice
che meraviglia”, ha osservato, collegando questo elemento
all’identità barocca dello spazio.
Da qui il richiamo alla tradizione culturale dello stupore,
tra il riferimento a Giovan Battista Marino e l’evocazione del
mito di Thaumas e di Iris, descritta come figura che collega “la
terra al cielo”. “E questa è una funzione della cultura, della
bellezza e della meraviglia”, ha concluso.
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