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Home Economia Italiana

Credito europeo resiliente ma outlook macro debole

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
28/06/2026
in Economia Italiana

Nel suo Credit Conditions Europe Q3 2026, l’agenzia S&P Global Ratings ha definito le condizioni creditizie europee “resilienti” ma avverte che l’outlook macro rimane debole. La crescita dell’Eurozona è stata rivista al ribasso di 0,5 punti percentuali al +0,5% per il 2026, con prospettive di sostanziale stagnazione nella seconda metà dell’anno. L’inflazione è attesa al picco di circa il 4% nel terzo trimestre, per poi tornare al target solo agli inizi del 2028. In questo contesto, S&P si attende un ulteriore rialzo della BCE a settembre, dopo quello di giugno: “Le previsioni di inflazione più alta e crescita più debole non modificano materialmente il nostro scenario di base sulla politica monetaria”. Il Brent è ipotizzato in media a 110 dollari al barile per il resto del 2026 nell’ipotesi base, contro gli 80 del precedente scenario di marzo, riflettendo la fragilità dell’accordo USA-Iran sullo Stretto di Hormuz.

Due scenari alternativi sul Medio Oriente
L’agenzia ha elaborato due scenari alternativi. In quello severo, un nuovo picco dei prezzi energetici e il deterioramento delle condizioni finanziarie spingerebbero le principali economie europee – Germania, Francia e Italia – in recessione nel 2026, con inflazione superiore di 70 punti base allo scenario base e rendimenti obbligazionari in rialzo di circa 50 punti base. In quello più favorevole, una normalizzazione più rapida dei flussi energetici sosterrebbe la crescita di circa 0,25-0,30 punti percentuali e ridurrebbe la necessità di ulteriori rialzi da parte di BCE e Bank of England.
Credito corporate e bancario: divergenza settoriale
Le azioni di rating rimangono in linea con i fondamentali creditizi. Le banche europee mostrano solidità patrimoniale e prospettive di redditività stabili, con diversi istituti che puntano a RoTE superiori al 20% entro il 2028; S&P si attende solo un moderato aumento dei costi del credito. Tra le corporate, la divergenza settoriale è marcata: aerospazio e difesa beneficiano di portafogli ordini solidi, mentre auto e chimica registrano i bias negativi più elevati — rispettivamente al 50% e al 24% sugli emittenti nel comparto auto — per via della concorrenza cinese e dei dazi USA. Il tasso di default europeo è atteso salire al 3,75% entro marzo 2027 dal 3,2% attuale.
Tre rischi strutturali
S&P individua tre rischi chiave: la fragilità dell’accordo USA-Iran, con il rischio che i flussi energetici non si normalizzino rapidamente; l’intensificarsi delle tensioni commerciali UE-Cina in settori strategici come veicoli elettrici, batterie e chimica; e l’emergere dei modelli AI frontier come nuovo vettore di rischio cyber, con implicazioni sistemiche per banche e corporate. Quest’ultimo rischio è esemplificato dall’emergere del modello Mythos, che ha accelerato la necessità di un “ripensamento delle assunzioni sottostanti alla gestione delle minacce in molte organizzazioni.”

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