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Home Cronaca Italiana

‘Schiavi per costruire Consolato Usa’, Riesame conferma carcere per manager

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
06/07/2026
in Cronaca Italiana

Il Tribunale del Riesame di Milano
ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei
confronti di Ulas Demir, il manager turco bloccato all’aeroporto
di Orio al Serio nelle scorse settimane, mentre stava prendendo
un volo per Istanbul, e accusato di caporalato nell’indagine dei
carabinieri del Nucleo ispettorato del Lavoro e dei pm Paolo
Storari e Mauro Clerici sullo sfruttamento della manodopera
indiana nel cantiere del nuovo Consolato statunitense realizzato
dalla divisione italiana di Caddell Construction in piazzale
Accursio, nel capoluogo lombardo. Società, tra l’altro, per cui
è stato disposto il controllo giudiziario d’urgenza convalidato
dalla gip Angelica Cardi.
   
I giudici (Galli-Ambrosino-Recaneschi) hanno rigettato il
ricorso della difesa del 47enne e confermato il provvedimento
dell’11 giugno per caporalato aggravato dalle minacce consistite
“nel prospettare il licenziamento e di ‘essere rispediti in
India’ in caso di mancata accettazione delle condizioni di
sfruttamento”.
   
La divisione italiana del colosso statunitense, secondo le
accuse, avrebbe sfruttato il lavoro, anche con paghe sotto la
soglia della povertà di meno di due euro l’ora, di operai
indiani. Manovali reclutati da una società indiana “a cui veniva
corrisposta”, tra l’altro, da parte degli stessi lavoratori “la
somma di circa 500.000 rupie”, circa 5mila euro, una sorta di
pizzo per lavorare. Lavoratori che “venivano fatti arrivare,
attraverso distacco” per la costruzione della nuova sede del
consolato Usa in una condizione di “para-schiavismo”.
   
E’ emerso un quadro di “condizioni di lavoro degradanti”, che
“assume tinte ancora più fosche”, ha scritto la gip, dato che è
venuto a galla dalle testimonianze l’uso di “metodi intimidatori
e minacciosi” da parte del manager. Nell’inchiesta è finito in
carcere anche l’indiano Aji Appukuttan, presunto “caporale
operativo” e che avrebbe minacciato almeno cinquanta lavoratori,
che in alcuni casi gli chiedevano solo di “potersi assentare”
per riposare dopo che si erano infortunati sul cantiere.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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