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Home Mondo economia

Codacons, al via stretta su shrinkflation, ma nuovo rischio è ‘skimpflation’

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
11/07/2026
in Mondo economia

Al via dal 15 luglio le nuove norme
contro la shrinkflation, il fenomeno di riduzione delle quantità
dei prodotti confezionati senza una analoga riduzione dei
prezzi. Lo afferma il Codacons, ricordando che proprio mercoledì
prossimo scadrà il termine entro cui l’Unione europa può
contestare le misure proposte dal governo.
   
Le misure, denuncia il Codacons, appaiono però “annacquate e
poco incisive”: è infatti scomparso l’obbligo per i produttori
di indicare in etichetta la dicitura “Questa confezione contiene
un prodotto inferiore di X (unità di misura) rispetto alla
precedente quantità”, sostituito con un sistema di comunicazione
lungo la filiera commerciale che coinvolge distributori e
rivenditori sia fisici sia online. In caso di riduzione della
quantità nominale di un prodotto, i soggetti della filiera
(produttori, distributori) dovranno trasmettere ai venditori una
comunicazione standardizzata contenente le informazioni sulla
variazione, e la percentuale di aumento del prezzo riconducibile
alla riduzione del contenuto, informazioni che andranno rese
disponibili ai consumatori nei punti vendita o sui canali
digitali.
   
La shrinkflation riguarda un mercato, quello dei beni di
largo consumo, che vale in Italia 120 miliardi di euro, e porta
ad aumenti “occulti” dei prezzi in media tra il 10% e il 18%,
con punte in alcuni casi del +40%, sottolinea il Codacons. Tra i
beni più colpiti ci sono gli alimentari (cereali, yogurt,
gelati, snack, biscotti, bibite), ma anche detersivi, carta
igienica o bagnoschiuma, shampoo e dentifricio.
   
Sui consumatori incombe però ora anche “un altro pericolo, la
skimpflation”, denuncia ancora il Codacons, ossia la pratica di
produttori e operatori di abbattere i costi riducendo la qualità
delle materie prime che compongono i prodotti finiti o tagliando
i servizi offerti agli utenti, senza ridurre prezzi e tariffe al
pubblico. Così il burro o l’olio d’oliva vengono sostituiti con
i meno costosi olio di palma o margarina, le uova fresche
vengono rimpiazzate da tuorli e albumi in polvere.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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