La Commissione Ue propone nella revisione dell’Ets di rallentare dal 2031 la riduzione del tetto alle emissioni nel sistema di scambio delle quote. Il massimale continuerà a diminuire ogni anno, ma a un ritmo meno sostenuto: il fattore lineare di riduzione sarà fissato dal 4,4 attuale al 3,7% tra il 2031 e il 2035 (al centro delle attese della vigilia), e all’1,7% dal 2036, un livello più favorevole all’industria rispetto alle indiscrezioni circolate finora.
Una clausola di salvaguardia prevede un riesame il primo gennaio 2033, in particolare su disponibilità e qualità dei crediti internazionali che potranno essere usati dal 2036.
Almeno la metà degli incassi nazionali ottenuti con la vendita delle quote di emissione andrà destinata alla riconversione dei settori che sostengono il costo del sistema europeo della CO2.
Secondo le stime di Bruxelles, ora solo il 5% delle entrate nazionali finanzia direttamente la riduzione delle emissioni industriali. Le risorse potranno essere usate, tra l’altro, per elettrificazione, reti energetiche, chimica, fertilizzanti, aviazione e trasporto marittimo. Gli Stati manterranno la possibilità di scegliere gli interventi, ma non potranno finanziare investimenti che prolunghino l’uso dei fossili.
La Commissione europea proporrà entro fine anno un obiettivo “indicativo” del 46% di elettrificazione del consumo finale di energia per il 2040, che sarà incluso nel quadro energetico successivo al 2030. Lo prevede il piano d’azione Ue per l’elettrificazione adottato dall’esecutivo europeo, che annuncia una serie di azioni chiave per aumentare la quota di elettrificazione oggi al 23%.
Tra le misure annunciate, un intervento per ridurre entro il 2030 il divario tra il prezzo dell’elettricità e quello del gas, portando il rapporto a un massimo di 2,5 per le famiglie e di 2 per l’industria.
“Il modo migliore per ridurre la dipendenza dell’Europa dalle energie fossili è alimentare la nostra economia con elettricità proveniente da fonti pulite e prodotte internamente. Oggi proponiamo di rendere l’Europa il primo continente al mondo alimentato dall’elettricità. Dalla riduzione dei prezzi dell’energia elettrica all’adeguamento del nostro mercato del carbonio alle mutevoli realtà globali, si tratta anche di un piano per l’indipendenza e gli investimenti. Per mantenere la transizione verso l’energia pulita sulla giusta rotta, dare sollievo alla nostra industria e sostenere la decarbonizzazione. Accendiamo il cambiamento.”
Lo scrive la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen presentando la riforma dell’Ets e il piano Ue per l’elettrificazione.
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