La ragazzina di Valeria Parrella
(Feltrinelli), ha vinto il premio Mandrarossa che si è concluso
con una serata nel Tempio di Hera a Selinunte. La serata ha
avuto inizio con i saluti di Giuseppe Bursi, Presidente Cantine
Mandrarossa, Concita De Gregorio, Presidente del Premio e
Claudia Origoni, Responsabile e fondatrice del Premio. La
conduzione è stata affidata alla giornalista Melania Petriello,
che ha guidato un talk con la partecipazione dei finalisti della
Sezione Narrativa: Monica Acito, Dario Ferreri e Valeria
Parrella. E con Nadia Terranova, responsabile della giuria
tecnica, Alessandro Accurso Tagano, mercante di libri di
Agrigento.
Il Premio Opera Prima – affiancato dall’etichetta Calamossa
della Cantina Mandrarossa – è andato a Il miracolo di Lorenza
Sabatino (Guanda). Concita De Gregorio, Presidente, ha spiegato
i motivi del premio ad ”un libro magico, nato dalla penna di
una scrittrice formidabile, Valeria Parrella. La ragazzina è un
romanzo di storia e di futuro. La Giovanna d’Arco di Parrella
non ha paura di seguire la sua idea. Ne paga le conseguenze, ma
trasforma i posti, le persone, la storia. Abbiamo bisogno di
romanzi come quello di Parrella, in ore di nuovo difficili per
il Paese. In giorni in cui securitarismo, paura e odio sembrano
disegnare ombre nuove, abbiamo bisogno di storie di ispirazione,
coraggio e speranza”.
“Sono una classicista – ha dichiarato Valeria Parella, dopo la
premiazione- e per questo sono felice di aver vinto un Premio la
cui serata finale si è svolta nel Tempio di Hera; un luogo che è
anche sostanza. Mi ricorda il lavoro che porto avanti da mesi
con il romanzo qui premiato: farci raccontare dalle storie
esemplari del passato come poter affrontare il presente e i
nostri moti d’animo. C’è qualcuno che ha percorso questi
sentieri prima di noi e oggi è bello ripercorrerli con la
sicurezza della direzione in cui ci portano e quella da cui
rifuggire.”
“Con convinzione ed entusiasmo condivisi dalla Presidenza e
dalla giuria – ha dichiarato Claudia Origoni, Fondatrice e
Responsabile del Premio – quest’anno il libro premiato del
Mandrarossa è La ragazzina di Valeria Parrella. Nonostante
tratti un tema “guerriero” ci parla di pace e di come sia
diversa la guerra vista attraverso gli occhi di una donna,
rispetto a quelli di un uomo. Nel raccontare l’epopea di
Giovanna D’Arco ci fa ritornare adolescenti in quell’età in cui
tutto è possibile se sostenuto da un’idea alta, se c’è una
determinazione come quella di “una ragazzina che decide dove
andare e ci va. È stata un’edizione di libri di qualità e
scrittori e scrittrici che nel panorama contemporaneo stanno
tracciando un percorso della loro carriera. Ringrazio quindi i
librai che in questo sono assoluti protagonisti e detentori di
un potere necessario che assicura la purezza e la linea
editoriale di un premio che guarda al futuro per continuare a
mantenere viva l’attenzione sulle realtà indipendenti, spesso
veri motori culturali dei nostri territori”.
“Con la cerimonia del 25 Luglio al parco archeologico di
Selinunte – ha dichiarato Giuseppe Bursi, Presidente Cantina
Settesoli – si chiude la seconda edizione del Premio Letterario
Mandrarossa, un appuntamento che si conferma un presidio
culturale fondamentale per il nostro territorio e per l’intero
panorama letterario nazionale, grazie al lavoro delle librerie
indipendenti”.
In chiusura, dopo la Premiazione, Concita De Gregorio e Melania
Petriello hanno raccontato al pubblico del Premio Mandrarossa,
“Madre”. Una conversazione, Nessuna colpa. Storie vere, slanci
vitali, aneddoti, ricerche sul campo; confronto emotivo, luogo
di sorellanza, incontro pubblico di sentimenti privati
(produzione Ottantunocento).
La giuria tecnica che ha affiancato la Presidenza è composta da
Franco Cardini, Neria de Giovanni, Eleonora Lombardo, Carlo
Alberto Moretti, Christian Rocca e Nadia Terranova.
Durante la cerimonia Stefania Auci è intervenuta come fondatrice
del movimento de “Gli Olmi”, ricevendo da Claudia Origoni un
olmo e la qualifica di “Mamma de Gli Olmi”. È intervenuto
Massimiliano Conti, Sindaco di Niscemi.
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