Il governo di Panama ha
riconosciuto “gravi irregolarità” all’interno dell’agenzia di
riscossione delle imposte, a seguito della scoperta di una frode
di almeno 40 milioni di dollari che coinvolge diversi
funzionari.
All’inizio di luglio, l’operazione ‘Pandora’ ha portato alla
luce l’appropriazione indebita di crediti d’imposta destinati ai
contribuenti all’interno della Direzione generale delle entrate
(Dgi). Le autorità hanno arrestato 17 persone.
Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Felipe Chapman, ha
specificato che la frode “è iniziata molti anni fa, ha coinvolto
funzionari e ha aggirato i controlli del sistema”.
Secondo i media locali, come il quotidiano La Prensa, i
funzionari e i loro complici cancellavano le transazioni
relative ai crediti d’imposta dal sistema. Questi fondi,
successivamente convertiti, venivano trasferiti a intermediari
che affermavano di averli ricevuti in buona fede.
L’immagine del Paese centro americano venne già gravemente
compromessa nel 2016 a seguito dello scandalo internazionale dei
‘Panama Papers’. Da allora, Panama ha intrapreso riforme per
essere rimossa dalle liste nere dei paradisi fiscali.
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