Nel primo quadrimestre 2026 gli Stati
Uniti arrivano a pari merito con la Germania come mercato di
destinazione delle merci italiane, con l’11,5% del totale. È
quanto delineano le previsioni del Cerved Industry Forecast,
aggiornato a luglio, per il periodo 2026-2027 sui principali
comparti dell’economia italiana.
Nel primo quadrimestre del 2026 l’export italiano ha mostrato
una buona capacità di tenuta (+3,4% rispetto allo stesso periodo
del 2025, trainata della metallurgia). A sostenere le
esportazioni sono soprattutto i mercati extraeuropei, che
compensano la debolezza di alcuni dei principali partner
commerciali dell’Ue.
Particolarmente significativa è la continua progressione
degli Stati Uniti che pareggia la Germania come primo mercato di
destinazione delle merci italiane: 11,5% del totale, anche se
l’economia tedesca resta centrale per molte filiere, dalla
Meccanica all’Automotive, ai Prodotti Intermedi, che potrebbero
risentire della debolezza teutonica in termini di produzione,
investimenti e marginalità.
Un altro elemento di novità è rappresentato dal boom di
esportazioni verso la Svizzera (+43% in valore), in particolare
per i prodotti orafi, guidato dal riassestamento delle rotte
globali dei metalli preziosi e da fattori geopolitici, nonché
dai nuovi picchi storici toccati dalle quotazioni dell’oro come
bene rifugio.
Come già rilevato nel 2025, la crescita delle esportazioni
verso gli Usa è sostenuta soprattutto dalla
Chimica-Farmaceutica, che nel primo quadrimestre del 2026
raggiunge quasi il 30% del totale (+19,6% sul 2025). Anche i
Mezzi di Trasporto mantengono un andamento positivo (+8,1%)
spinti dalla Cantieristica, mentre sono in calo sul 2025 Sistema
Casa (-13,9%), Largo Consumo (-11,3%) e Moda (-1,4%).
Fortemente penalizzati dalla politica dei dazi nel 2025
risultano i metalli (-14,4%), che hanno risentito dell’effetto
scorte così come alcuni settori del largo consumo: Vino, Olio di
Oliva, Pasta, Acqua Minerale.
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