Un pozzo rituale dalle
caratteristiche uniche, situato presso l’area sacra urbana
dedicata alla dea Uni, con reperti di straordinaria fattura in
ottimo stato di conservazione, è stato portato alla luce durante
la 34/a campagna di scavo archeologico condotta dall’Università
di Bologna nella città etrusca di Kainua (Marzabotto).
Le indagini sono state finanziate dalla Direzione generale
Musei e dirette dalla professoressa Elisabetta Govi
dell’Università di Bologna. Il riempimento del pozzo, scavato
con la collaborazione sul campo del Gra-Gruppo Ravennate
Archeologico, ha rivelato sul fondo due statuette femminili in
bronzo e un rarissimo piatto bronzeo che conservano ancora
l’originario colore lucente del metallo: si tratta di offerte
votive deposte durante un solenne rito di fondazione del pozzo,
inquadrabile cronologicamente tra la fine del VI e i primi
decenni del V sec. a.C., in concomitanza con la nascita stessa
della città di Kainua. Riferibili invece a un atto rituale di
chiusura del pozzo sono due scheletri umani di adulti che
segnarono la fine dell’utilizzo della struttura. La scoperta –
spiegano gli esperti – dimostra che il pozzo non assolveva solo
a una funzione di approvvigionamento idrico, ma rivestiva una
complessa valenza sacra e rituale legata alla fondazione stessa
della città e al culto dell’acqua.
Il pozzo si colloca nell’area sacra urbana a Kainua. In
questo luogo sono stati rinvenuti due imponenti templi
monumentali che le iscrizioni etrusche attribuiscono alla coppia
divina suprema del pantheon: Tinia, corrispondente a Zeus/Giove
greco-romano, e la sua consorte Uni, Hera/Giunone. Lo scavo –
che l’Università di Bologna conduce al Parco archeologico di
Kainua dal 1988 – si basa su un modello di cooperazione
incentrato sul sostegno reciproco tra istituzioni, con un
finanziamento di 140.000 euro dalla Direzione generale Musei del
Ministero della Cultura. La portata di questa scoperta trova
subito spazio nell’innovativa visione del Museo nazionale
etrusco di Marzabotto, di cui è stato presentato il nuovo
allestimento a giugno: grazie al nuovo concept, il museo è
pronto ad accogliere i reperti appena rinvenuti quando gli
approfondimenti scientifici lo consentiranno.
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