In un discorso
televisivo alla nazione, il presidente cileno, José Antonio
Kast, ha annunciato un pacchetto di riforme per combattere la
criminalità organizzata, mantenendo così una delle sue
principali promesse elettorali.
“L’appartenenza a una gang sarà, di per sé, un reato punibile
con pene aggravate”, ha specificato Kast, ribadendo anche la sua
intenzione di aumentare “la capacità effettiva di espulsione”
degli immigrati irregolari.
Il presidente ultraconservatore è reduce da un’importante
vittoria in Parlamento: dopo tre mesi di dibattito, il Senato ha
infatti approvato, con 27 voti favorevoli e 22 contrari,
l’ultimo articolo della sua Legge di ricostruzione nazionale,
che, tra le altre disposizioni, riduce le tasse per le grandi
imprese al fine di stimolare la ripresa economica.
“Il Cile sta ricominciando a crescere, riaprendo le sue porte
agli investimenti, all’imprenditorialità e al progresso”, ha
celebrato il ministro delle Finanze, Jorge Quiroz, autore della
legge. Critica l’opposizione: per il sindaco progressista di
Maipù, Tomás Vodanovic, “il Cile sta diventando un Paese ancora
più diseguale”.
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