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Home Mondo economia

Confedilizia, l’Imu continua a produrre ruderi,+129% dal 2011

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
06/08/2026
in Mondo economia

Continua ad aumentare il numero degli
immobili ridotti in ruderi. Lo rileva Confedilizia sulla base
dei dati diffusi dall’Agenzia delle entrate sullo stato del
patrimonio immobiliare italiano. Le cosiddette “unità
collabenti” – cioè i fabbricati totalmente in rovina, inseriti
nella categoria catastale F/2 – hanno raggiunto nel 2025 quota
635.754 con un incremento dell’1,1% rispetto all’anno precedente
(quando erano 629.022).
   
Secondo l’associazione, e’ però il confronto con il periodo
pre-Imu a evidenziare la portata del fenomeno: dal 2011, anno di
introduzione dell’imposta comunale sugli immobili, il numero di
ruderi è passato da 278.121 a 635.754: un incremento di circa il
129%, che segnala una vera e propria emergenza.
   
Al degrado materiale , afferma Confedilizia, si accompagna un
degrado sociale. Questi edifici – per circa il 90% di proprietà
di persone fisiche – diventano ruderi spesso per effetto del
solo trascorrere del tempo, ma in molti casi anche per azioni
volontarie dei proprietari, come la rimozione del tetto,
finalizzate a sottrarsi alla tassazione patrimoniale. L’Imu,
infatti, si applica anche agli immobili dichiarati “inagibili o
inabitabili”, fino a quando essi non vengano formalmente
classificati come unità collabenti.
   
“La politica – rileva il presidente della Confedilizia, Giorgio
Spaziani Testa – non può continuare a ignorare che una parte
significativa del nostro patrimonio immobiliare – spesso
costituita da immobili di scarsissimo o nullo valore economico,
situati in aree ormai spopolate – continua a deteriorarsi e in
casi sempre crescenti addirittura a divenire fatiscente. Occorre
salvare quella che dovrebbe essere considerata a tutti gli
effetti una risorsa nazionale. Servono politiche capaci di
intervenire su più fronti, dalle infrastrutture alla
rigenerazione urbana, dalla riqualificazione al rilancio dei
territori. Ma è indispensabile affrontare anche il nodo
dell’Imu, una patrimoniale che, gravando ogni anno su immobili
spesso privi di qualsiasi redditività, contribuisce ad
accelerarne il degrado anziché favorirne il recupero”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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