Ascolta la versione audio dell’articoloClamoroso furto d’arte nella serata del 15 agosto al MuMe, Museo Regionale Interdisciplinare di Messina. Ladri sono riusciti a introdursi all’interno delle sale espositive eludendo i sistemi di allarme e le protezioni di sicurezza, riuscendo a sottrarre dei capolavori attribuiti al maestro Antonello da Messina. I malviventi hanno agito con precisione, portando via tre tavole su cinque appartenenti al celebre Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, estratta e asportata direttamente dall’interno di una teca blindata. Sul posto sono immediatamente intervenute le forze di polizia insieme agli specialisti della scientifica, che hanno avviato i rilievi tecnici per ricostruire la dinamica dell’effrazione e raccogliere elementi utili a identificare i responsabili. La Direzione del MuMe ha disposto la chiusura del museo al pubblico nella giornata di oggi.Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AILa direttrice del museo: «Sconvolti, erano tra le opere più importanti»«Siamo sconvolti per quello che è accaduto, erano due delle opere più importanti e note di Antonello da Messina. Una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell’arte». Lo ha detto la direttrice del museo regionale di Messina Marisa Mercurio. «Ci sono indagini in corso da parte delle forze dell’ordine e speriamo riescano ad arrestare i responsabili. Il furto è stato ieri intorno alle 21.50. Purtroppo sono riusciti ad eludere i sistemi d’allarme e tutti i sistemi di sicurezza».Loading…Il sindaco: «Sconcerto, le opere appartengono alla storia della citt໫Il Comune di Messina esprime profonda preoccupazione e sconcerto per il grave furto d’arte avvenuto nella serata di Ferragosto all’interno del Museo Accascina, dove ignoti si sono introdotti nelle sale espositive riuscendo a sottrarre quattro preziose opere attribuite ad Antonello da Messina. Sono state portate via tre delle cinque tavole superstiti del celebre Polittico di San Gregorio e la Tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, quest’ultima asportata direttamente dall’interno di una teca blindata. L’incursione assume un significato particolarmente grave anche per il momento in cui è stata compiuta. I malviventi hanno agito proprio nelle ore in cui la tradizionale Processione della Vara, dopo aver attraversato le vie del centro cittadino, aveva appena concluso il suo percorso in piazza Duomo. Quella di quest’anno è stata una Vara profondamente segnata dal rispetto e dal dolore per le vittime del tragico crollo di Pistunina e di tutte le vite spezzate che hanno segnato questo inizio d’anno. La città si è stretta nel ricordo delle persone scomparse e ha vissuto uno dei suoi momenti più identitari con particolare compostezza e partecipazione». Così, in una nota, l’amministrazione messinese commentando il furto di ieri al MuMe.«Quello che è accaduto è un fatto gravissimo e profondamente riprovevole – dice il sindaco Federico Basile – È ancora più doloroso constatare che un atto criminale di questa gravità sia stato compiuto proprio nell’ora in cui la Vara aveva appena concluso il suo percorso a piazza Duomo, al termine di una giornata che quest’anno la città ha vissuto nel segno del rispetto, della memoria e del dolore per le vittime del crollo di Pistunina, per le giovani vite perdute negli incidenti stradali che hanno segnato questo 2026 e, più in generale, per tutte le vittime e per chi ha perso la vita troppo presto. In una giornata così profondamente legata alla nostra identità e alla nostra comunità, un gesto del genere ferisce ancora di più la sensibilità di Messina e della sua gente». «La Vara rappresenta una delle espressioni più profonde dell’identità di Messina – prosegue il Sindaco – e Antonello da Messina ne rappresenta un altro elemento identitario altrettanto forte e riconosciuto nel mondo. Sottrarre alla città opere di questo valore significa colpire non soltanto il patrimonio artistico, ma la memoria, la cultura e l’identità stessa della comunità messinese. È un gesto che condanniamo con assoluta fermezza».Il Sindaco ha espresso piena fiducia nelle attività investigative delle Forze dell’Ordine, che sono immediatamente intervenute per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare i responsabili, auspicando che le opere possano essere recuperate e restituite quanto prima alla città. “«ntonello è Messina e Messina è anche Antonello – conclude Basile – Queste opere appartengono alla storia della nostra città e rappresentano un patrimonio che non può essere disperso. Ci auguriamo che il lavoro degli investigatori consenta di riportarle presto al loro posto e che venga fatta piena luce su quanto accaduto».


