Ascolta la versione audio dell’articoloChi chiama conosce il nome del cliente, parla della bolletta e si presenta solitamente come il fornitore: parla di aumenti, avverte sulle condizioni o propone un contratto più conveniente. Così funziona ancora la gran parte delle truffe, quelle che per l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research hanno interessato 2,9 milioni nel solo 2025. Il danno economico è stimato in quasi 650 milioni di euro.Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AIIl call center pesa sempre di piùIl vecchio telefono batte e-mail e social: il 68,2% delle truffe indicate dalla ricerca è passato da un finto call center. Seguono le false e-mail, utilizzate nel 24,9% dei casi, il porta a porta nel 12,9%, le app di messaggistica nel 9,5% e i social network nel 6%.Loading…Il confronto con la precedente indagine della stessa società mostra quanto sia cresciuto il peso delle telefonate: nel 2023 il finto call center compariva nel 53% dei casi e le false e-mail valevano più di un terzo dei casi.L’incidenza complessiva di truffe e tentativi è però in calo: nel 2023 era stimata al 9,4% contro il 7% della nuova rilevazione. «I truffati erano 4 milioni, oggi il numero si è ridotto del 27%», dice Maurizio Pescarini, amministratore delegato di Facile.it. Per Pescarini il risultato è legato soprattutto alla maggiore informazione dei consumatori, ma il problema resta legato alla ricerca del risparmio: una proposta molto conveniente può diventare una leva efficace.«Le truffe cambiano rapidamente, diventano più sofisticate e sfruttano proprio i momenti di maggiore difficoltà economica e il bisogno delle famiglie di risparmiare», afferma Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo no profit.

