Volkswagen punta ad essere “il
costruttore automobilistico più attrattivo entro il 2030”. Lo
afferma l’amministratore delegato Oliver Blume intervenendo
all’assemblea generale del colosso di Wolfsburg.
Per raggiungere il risultato, il percorso indicato dal
manager si articola in 8 punti a partire dalla “riduzione della
complessità”, per rendere la gamma dei modelli “più vicina alle
aspettative dei clienti in tutte le regioni”. Da qui la prevista
riduzione delle piattaforme e delle architetture elettroniche
per “aumentare la velocità di sviluppo e diminuire i costi”.
Volkswagen prevede anche di attuare un “costante allineamento
tra la rete di produzione e le realtà del mercato” con lo scopo
di “ridurre ulteriormente le sovracapacità produttiva, puntando
a una struttura regionale, intelligente ed economica”.
Al 4/o punto Blume indica il “rafforzamento della crescita
regionale”, spostando a livello locale la responsabilità sulle
decisioni da prendere per “accrescere la competitività nei
singoli mercati”. In programma pure “investimenti più snelli” e
un “incremento dell’eccellenza operativa” per ridurre i costi “a
tutti i livelli”. Blume ambisce anche al “rafforzamento della
cultura della prestazione”, con “meno gerarchie, responsabilità
chiare e incentivi legati ai risultati e al “miglioramento della
guida del gruppo” per renderlo “più veloce ed efficiente”.
Per il 2030 Volkswagen prevede un ritorno sulle vendite tra
l’8 e il 10% e un livello di liquidità pari al 60% del risultato
operativo. Secondo Blume “la situazione rimane sfidante, ma ci
sono grandi opportunità davanti a noi con la forza dei nostri
marchi e dei nostri prodotti, la nostra strategia chiara e una
squadra orientata ai risultati”.
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