“Bisogna aspettare per capire le
nuove linee guida per la comunicazione che il Csm si sta
apprestando a varare. Sicuramente mettono in risalto altri
aspetti, oltre al principio di non colpevolezza, come la
presunzione di innocenza, e che riguardano la tutela della
persona nei cui confronti viene svolta l’attività di indagine o
viene attinto da provvedimenti cautelari o comunque
giurisdizionali. C’è un diritto però all’informazione che è un
diritto che è nell’interesse di tutti e anche del soggetto
coinvolto in procedimenti giudiziari”. Lo ha detto il
procuratore di Torino, Giovanni Bombardieri, a margine del
convegno “Informare per rassicurare. L’equilibrio tra diritto di
cronaca e la presunzione di innocenza”, in corso in questura
alla presenza del capo della polizia Vittorio Pisani.
“Il diritto alla corretta informazione può nascere solo dalla
conoscenza degli atti che sono svolti a suo carico – ha aggiunto
Bombardieri -. Spesso ci possono essere fraintendimenti,
interpretazioni da parte del mondo dei media che non
corrispondono esattamente e correttamente a quanto in un
provvedimento giudiziario è riportato, ricostruito”.
Secondo il procuratore, occorre trovare un equilibrio tra il
diritto di cronaca e la tutela delle persone coinvolte nei
procedimenti giudiziari.
”Bisogna far conciliare il principio e
il diritto all’informazione, che è anche un sistema di controllo
dell’attività giudiziaria svolta sia nella fase delle indagini
che nelle fasi successive, un controllo sociale sul quale si
sono espressi giuristi, spesso il Consiglio consultivo dei
procuratori europei e il Consiglio superiore della magistratura,
una forma di controllo sociale della giurisdizione attraverso il
diritto all’informazione e il dovere di informare dei
giornalisti”, ha concluso.
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