Ascolta la versione audio dell’articolo(Il Sole 24 Ore Radiocor) – È risk-on sulle le Borse europee, che proseguono sulla scia della volata della vigilia e della corsa di Wall Street, con il Dow Jones che ha aggiornato un nuovo record e il Nasdaq salito del 3%. Milano è la migliore del Vecchio Continente, ancora una volta trainata dal comparto bancario: il FTSE MIB aggiorna i record sopra quota 52 mila punti. Il clima di distensione a livello internazionale, dopo l’accordo raggiunto domenica notte tra Usa e Iran, favorisce un maggiore ottimismo tra gli operatori, che iniziano a scommettere sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, con conseguente calo del prezzo del greggio e raffreddamento dell’inflazione.Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AIAl via la riunione della Fed di WarshUno scenario che potrebbe mettere le banche centrali nelle condizioni di non dover alzare i tassi di interesse. E proprio sul fronte delle banche centrali, oggi prende il via la due giorni del Fomc, il braccio operativo della Federal Reserve, che per la prima volta sarà presieduto da Kevin Warsh. Gli economisti ritengono che l’istituto centrale statunitense confermerà l’attuale livello del costo del denaro. La Banca centrale del Giappone, invece, ha alzato i tassi di 25 punti base, portandoli all’1%, in linea con le attese.Loading…Mercati ottimisti sulla firma di Ginevra, petrolio in caloTornando allo scenario internazionale, cresce l’attesa per la firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, prevista venerdì a Ginevra, dopo l’intesa di massima raggiunta domenica notte. L’accordo, tuttavia, non è ancora definitivo: si apre infatti una finestra di 60 giorni di negoziati intensi per arrivare a un’intesa completa, soprattutto sul dossier nucleare, che possa garantire una pace effettiva in Medio Oriente. Intanto, sul fronte commerciale tornano a profilarsi nuove possibili tensioni: il presidente Donald Trump ha minacciato dazi del 100% sul vino francese qualora Parigi non eliminasse la propria tassa sui servizi digitali. In questo scenario, il petrolio si muove in calo: il Wti si attesta poco sopra gli 80,69 dollari al barile, mentre il Brent del Mare del Nord quota poco sotto gli 83 dollari. Sale il prezzo del gas europeo ad Amsterdam, sopra i 43 euro al megawattora.Siamo alla decima sessione consecutiva di calo per l’indice generale delle materie prime, «la sequenza negativa più importante del 202», notano da Mps. Il Brent da martedì scorso ha perso circa il 10%: dopo il memorandum «c’è grande fiducia per la firma dell’accordo effettivo Usa-Iran il prossimo venerdì a Ginevra», notano.Prosegue il recupero dei preziosi che stanno beneficiando di un ritorno a uno scenario più moderato sull’inflazione: l’oro dal minimo di qualche giorno fa ha recuperato circa il 7%.