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Home Cultura

Dardust, con ‘SommersiVo’ la mia composizione suona senza che io sia presente

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
24/05/2026
in Cultura

(di Mauretta Capuano)
Un pianoforte sommerso continua a
suonare anche in assenza dell’artista. Restituisce l’eco di una
performance registrata e impressa nella meccanica dei tasti
grazie al sistema Stainway-Spirio di auto-riproduzione ad alta
risoluzione. Avviene con l’installazione sonora ‘SommersiVo’ di
Dardust nell’ambito del progetto espositivo ‘Note persistenti’
al Padiglione Venezia della Biennale Internazionale d’Arte, fino
al 22 novembre in laguna.
   
Realizzata in collaborazione con lo scenografo Paolo Fantin e
con il supporto tecnologico di H-Farm e Cisco, l’opera ricrea un
ambiente subacqueo. Ogni 55 minuti lo strumento si attiva
autonomamente, dando vita a una composizione che richiama
l’identità stessa di Venezia, città sospesa tra visibile e
sommerso, tra presenza e memoria.
   
“Il richiamo è ‘La cattedrale sommersa’ di Debussy. Con Paolo
Fantin abbiamo sviluppato il concetto di qualcosa che si muove
tra presenza e memoria, tra ciò che emerge e rimane sommerso.
   
Venezia è la città ideale per realizzare un’opera che parlasse
dei ricordi e della memoria come qualcosa che rimane dal passato
come un eco del suono. La mia esibizione risuonerà per sei mesi
senza che io sia presente. Con il sistema Spirio non è
memorizzata solo nell’audio, viene registrato tutto in maniera
dettagliata sulla meccanica del pianoforte.
   
Il suono rimanda e supera le barriere dello spazio-tempo.
   
SommersiVo rimanda a sommerso ma è anche sovversivo e cosa c’è
di più sovversivo del suono e della sua resilienza che diventa
metafora delle nostre memorie e ricordi?” dice all’ANSA Dardust,
nome d’arte del pianista, compositore e produttore discografico
Dario Faini.
   
L’installazione si sviluppa anche come esperienza interattiva
dove il pubblico è invitato a lasciare un proprio pensiero.
“SommersiVo è un’opera in due atti: ‘c’è la mia composizione
originale per intero che risuona ogni 55 minuti e poi c’è la
parte interattiva, della condivisione con i visitatori. Credo
sia la prima volta che viene fatta una cosa del genere nei
padiglioni della Biennale. Tutti i visitatori possono registrare
su uno schermo un ricordo che verrà analizzato
dall’Intelligenza Artificiale e associato a uno dei 40 temi che
ho registrato per dieci emozioni che il pianoforte restituisce
in tempo reale, suonando live e offrendo ogni volta
un’esperienza diversa e irripetibile” spiega Dardust. “Mi basta
che una persona in quei 4-5 minuti si emozioni. Lasciare
qualcosa, la condivisione è questo. Che siano 5 milioni o tre i
visitatori, le cifre non mi interessano. Ogni scambio e
condivisione di energia è nobile e va al di là dei numeri”.
   
“Il pianoforte è come se fosse sospeso su più livelli fino a
diventare intero. Dalla sorgente sommersa ad emergere, la
tecnologia Spirio di Steinway apre a mille scenari. Mi aveva
sempre affascinato, ma non la avevo mai utilizzata. Rende
possibile che mentre io sto suonando live in un posto,
spettatori in altre sale possano assistere alla performance in
tempo reale. Vale anche per le esibizioni di pianisti storici”
spiega. “Sarebbe bello – aggiunge – usarlo per un disco: è una
esecuzione perfetta ma può succedere qualsiasi cosa. Viene
registrata nella meccanica del piano, lo strumento la fa sua e
puoi preservare delle emozioni”.
   
Qual è il rapporto tra arte e musica? “Sono abituato a dialogare
con artisti visivi, scenografi, designer. Il mestiere di
musicista va di pari passo con altre arti. I miei live si basano
tantissimo sulla scenografia, è fondamentale quanto il
pianoforte che suono. Lavorare con Fantin è stato un grande
onore per me, sono molto grato di questa opportunità” racconta
Dardust che ha firmato la colonna sonora dei Giochi Olimpici e
Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. “Ho avuto anche la
fortuna di applicare la musica al cinema con la colonna sonora
di ‘Mani Nude’ di Mauro Mancini e le mie musiche andranno nel
nuovo spettacolo teatrale ‘La misteriosa scomparsa di Wu’ che
Stefano Benni ha lasciato in eredità ad Ambra che firma la sua
prima regia. Sono molto contento”.
   
Dopo l’Urban Impressionism Tour in 60 date tra Italia ed Europa
che il 23 maggio lo porterà a Lisbona, il 26 a Parigi e il 27 a
Londra, Dardust- che il 23 giugno sarà al Festival Aqua a Jesolo
(Ve) – vorrebbe fermarsi e scrivere un nuovo disco. “Parto
sempre – dice – da un concept che ancora non ho, ma non è detto
che non lo faccia a Venezia, mi ispira sempre tanto, ci sono
sempre belle vibrazioni li”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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