Tantissimi spettatori ieri sera
hanno affollato fino a notte le strade di Foggia per la ‘notte
bianca giordaniana’, l’evento nell’ambito del GIO Festival
(Giordano International Opera) dedicato al compositore foggiano
Umberto Giordano (1867-1948), autore tra l’altro di opere famose
come Andrea Chénier e Fedora.
Per una notte, il cuore pulsante di Foggia si è trasformato
in un palcoscenico diffuso. Attraverso una staffetta di eventi
artistici, la città ha reso omaggio non solo al maestro verista,
ma alla forza universale della musica e dell’arte. Dalla nobiltà
del teatro storico alla vibrante atmosfera delle piazze, la
Notte Bianca è stata un mosaico di emozioni, stili e linguaggi.
Tra un Gala di danza che fonde la tradizione dell’opera con il
linguaggio della danza, all’omaggio all’interprete che ha saputo
incarnare le eroine giordaniane: Maria Callas. Fino al jazz
finale.
Dal 5 giugno con la prima mondiale di Marina (l’opera scritta
da Giordano ma rimasta inedita), che ha aperto ufficialmente il
Festival nella città di Foggia, artisti da tutto il mondo si
stanno unendo alle eccellenze locali per dare vita ad una grande
kermesse itinerante all’interno della città di Foggia e nei
comuni di Biccari, Roseto Valfortore, Torremaggiore, Peschici,
Manfredonia e Vieste. Per giungere al gran finale del 20 giugno
in Piazza Cavour a Foggia con la ripresa dell’allestimento del
Teatro alla Scala di Andrea Chénier firmato dal regista Mario
Martone con Orchestra e Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli
di Bari diretto da Gianna Fratta.
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