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Home Mondo economia

Pmi italiane meglio delle tedesche, ‘ma sparite grandi imprese’

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
22/11/2025
in Mondo economia
Pmi italiane meglio delle tedesche, ‘ma sparite grandi imprese’

Le piccole e medie imprese
italiane sono leader in Europa. Lo segnala l’Ufficio studi della
Cgia di Mestre, secondo cui analizzando parametri come numero di
imprese, occupazione, fatturato e valore aggiunto, le aziende
italiane con meno di 250 dipendenti risultano prevalere in tutte
le categorie.
   
Le pmi italiane sono poco più di 4,7 milioni, pari al 99,9%
del totale, e danno lavoro a 14,2 milioni di addetti. Le aziende
di grandi dimensioni sono 4.619 e occupano oltre 4,4 milioni di
addetti. Nel confronto con la Germania, le pmi italiane danno
lavoro al 74,6% degli addetti totali, contro il 55,2% di quelle
tedesche. In termini di fatturato le pmi italiane ne producono
il 62,9% del totale, contro il 35,8% delle tedesche. Il
contributo delle pmi italiane al valore aggiunto è del 61,7% del
totale, quello delle tedesche del 46%. Le pmi italiane in senso
stretto (10-249 addetti) sono più produttive di quelle tedesche
di 4.229 euro per occupato (+6,6%). Tuttavia, spiega la Cgia, le
micro attività italiane (0-9 addetti) scontano un gap di
produttività del 33% nei confronti di quelle tedesche.
   
Nel Mezzogiorno le pmi sono uno straordinario serbatoio
occupazionale. A Vibo Valentia l’incidenza di coloro che
lavorano nelle micro e Pmi è al 100%. Seguono Isernia con il
98,5%, Trapani e Agrigento entrambe con il 98,3%.
   
Per contro, l’Italia subisce “la carenza di grandi aziende,
una situazione – nota la Cgia di Mestre – sconosciuta fino a
circa quarant’anni fa” quando il Paese registrava numerosi
leader internazionali della chimica, della plastica, della
gomma, della siderurgia, dell’alluminio, dell’informatica,
dell’auto e della farmaceutica. “Oggi, a distanza di quattro
decenni, abbiamo perso terreno e leadership in quasi tutti
questi comparti; un declino non imputabile al caso o a eventi
fortuiti, ma riconducibile a una selezione naturale operata dal
mercato”, nota l’Ufficio studi.
   
Quindi “se siamo ancora nel G20”, afferma la Cgia di Mestre,
“lo dobbiamo ai tantissimi piccoli e piccolissimi imprenditori e
alle loro maestranze”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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