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Home Cronaca Italiana

Spese Difesa, da Giorgetti a Crosetto e Meloni: quali sono le posizioni nel governo

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
19/06/2026
in Cronaca Italiana

Ascolta la versione audio dell’articoloIl ministro della Difesa Guido Crosetto lo ha detto senza mezzi termini: chi non rispetta gli impegni è fuori dalla Nato. L’Alleanza atlantica «non è un club di amici lettori», nel senso che «chi vi partecipa deve mettersi in testa di partecipare con lo stesso peso di tutte le nazioni. Questo – ha sottolineato a margine della ministeriale Nato di Bruxelles – ci siamo impegnati a fare e questo dovremmo fare nei prossimi anni. Un cambio epocale per noi».Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AIDopo questa premessa, la conclusione del ragionamento. Secondo Crosetto «se si vuole far parte della Nato, si rispettano gli impegni. Altrimenti si decide di star fuori, ma a quel punto difendersi costerebbe mille volte di più», ha avvertito il ministro, definendo «credibile» il piano approvato dal Parlamento l’anno scorso, inciampato nei vincoli del Patto di Stabilità e per la mancata uscita dalla proceduta per eccesso di deficit.Loading…Il nodo dell’adesione ai fondi europeiIl dibattito, in Italia, è quanto mai attuale e politicamente divisivo (tra maggioranza e opposizioni e all’interno della stessa maggioranza, con la Lega a frenare sullo stanziamento di nuove risorse per la difesa) mentre la Commissione europea attende ancora che il governo aderisca al programma Safe, lo strumento europeo da 150 miliardi di euro in prestiti agevolati per la difesa comune (l’Italia aveva opzionato circa 14,9 miliardi di euro).«Non c’è alternativa, qualunque sia la maggioranza e la forza politica che guida il Paese», e il ministro delle Finanze Giancarlo Giorgetti «ne è consapevole», ha rincarato Crosetto, cercando tuttavia di spegnere sul nascere qualsiasi nuova tensione. «Io so i tempi e le modalità, il quantum non» dipende «da me, tutto il resto lo stiamo gestendo, non c’è polemica su questo», ha replicato a distanza il titolare del dicastero di via XX Settembre, che nella prossima legge di bilancio dovrà prendere decisioni non facili.In un recente intervento durante il question time alla Camera, Crosetto ha chiarito che «il Safe non è uno strumento sostitutivo perché altrimenti perderebbe totalmente la sua utilità. Qualora l’Italia aderisse, la Difesa ha pronti gli investimenti. Ci consentirebbe di anticipare investimenti che invece altrimenti dovrebbero essere posticipati».

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