Quattro giorni di piogge torrenziali
sull’isola indonesiana di Sumatra hanno ucciso almeno 58 degli
oranghi più rari al mondo, la specie di Tapanuli, spingendole
più vicine all’estinzione. Lo riporta la Bbc citando uno studio
condotto dal team di Erik Meijaard, managing director del Borneo
Futures in Brunei.
La ricerca suggerisce che gli oranghi siano morti a causa del
ciclone Snyar, evento meteorologico estremo dello scorso
novembre e della ridotta disponibilità di cibo. Esperti di fauna
selvatica e ambientalisti avevano precedentemente osservato che,
in seguito alla tempesta, gli avvistamenti di oranghi a Tapanuli
si erano ridotti drasticamente, alimentando le speculazioni
secondo cui le grandi scimmie potrebbero essere state travolte
da inondazioni e frane.
“La crisi che sta colpendo l’orango di Tapanuli illustra la
convergenza tra instabilità climatica, perdita di biodiversità e
vulnerabilità, richiedendo una risposta coordinata commisurata
alla portata della minaccia”, si legge nel rapporto. Per
proteggere gli oranghi rimasti, aggiungono, sarà necessario un
sostegno internazionale costante. “Attraverso una maggiore
protezione a livello nazionale, una pianificazione reattiva ai
cambiamenti climatici e un’assistenza finanziaria e tecnica
globale, possiamo ancora prevenire la prima estinzione moderna
di una specie di grande scimmia”.
La frequenza e l’intensità delle precipitazioni estreme nella
zona probabilmente continueranno in futuro, rappresentando una
minaccia per la sopravvivenza degli oranghi di Tapanuli e del
loro habitat. Gli studi indicano che la specie, scoperta solo
nel 2017, si estinguerà se continuerà a perdere più dell’1%
della sua popolazione ogni anno.
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