Una vetrina del rap italiano in cui
il livello dei concorrenti e delle loro performance è sempre più
alto. Su questo sono tutti d’accordo i giudici di Nuova Scena,
rap show che torna su Netflix con la nuova stagione ogni lunedì,
dal 22 giugno. Per Fabri Fibra, Geolier e Rose Villain, ai quali
si aggiunge la new entry Guè, se l’asticella della sfida diventa
più alta, gli artisti in gara appaiono sempre più preparati.
Per Nuova Scena, dice Rose Villain, “sono arrivati con una
preparazione, secondo me, più solida e un’identità musicale più
definita”. Sicuramente “vedere anche le prime due stagioni per
gli aspiranti rapper deve aver aiutato, come un bigino della
fatica che bisogna fare” osserva Villain.
Fabri Fibra ricorda che il rap “è un genere musicale che
cresce velocemente, e che invecchia velocemente” così “anche gli
artisti, i giochi di parole, il modo di scrivere, le rime… E io
credo che Nuova Scena sia competitiva sotto questo punto di
vista. Sulle rime di certi ragazzi ci guardavamo dicendo ‘Questa
cosa è forte, è molto attuale’. Logicamente, – conclude il
rapper – ci sono anche cose più scontate, però è veramente una
visione a 360 gradi del panorama della scena italiana”.
Spiega Geolier: “I ragazzi devono per forza essere ‘più
bravi’ delle stagioni precedenti, perché lo spessore si è
alzato. E poi tutto si svolge da subito davanti al pubblico,
quindi i ragazzi già sono pronti a essere sotto pressione e a
‘fare gli artisti'”. Sui tanti “commenti del tipo ‘Se fossi
stato io sul palco avrei spaccato, quello si è bloccato’, ma
vacci tu sul palco e su Netflix a rappare davanti a 200 persone
dal vivo. Penso – afferma l’artista napoletano – che più andremo
avanti e più il livello si alzerà sempre di più. Arriverà il
momento in cui – sorride – saremo noi i concorrenti!”.
Guè dice che il feeling che ha avuto “è che nelle edizioni
precedenti c’erano tanti rapper un po’ ‘funny’. Non è una
critica, è bello che ci sia anche quel genere tra le mille
sfaccettature. Ma in questa edizione devo dire che sono rimasto
abbastanza spiazzato, perché ho trovato anche tanta creatività e
– senza voler esagerare – cultura. Ho trovato ragazzi molto
giovani che facevano pezzi che guardavano al classico, e quindi
non per forza la musica più trendy e scontata di adesso; ho
sentito che c’era ricerca nelle rime. Per il mio gusto, c’è più
di un talento che mi piace in questa stagione”. Come giudice di
Nuova Scena “mi sono trovato molto bene – dice ancora Guè –
perché comunque ero già in rapporti con i tre giudici,
soprattutto con Rose ma anche con Fabri e Manu. Fortunatamente
sono artisti con cui ho un legame che va oltre il rap, che è un
valore aggiunto per fare squadra. Ci sono tante cose che mi sono
piaciute e che, secondo me, mi hanno insegnato qualcosa: in
questa edizione mi ha fatto piacere vedere l’entusiasmo dei
ragazzi, il loro sforzo nel crescere, le loro emozioni e la
felicità quando riuscivano a fare qualcosa. E oltretutto penso
che il livello sia alto. Mi è piaciuto tanto che ci fossero
molte ragazze e molti talenti multi-etnici di seconda e terza
generazione. È stata un’esperienza migliore di quanto potessi
immaginare”.
I primi quattro episodi di Nuova Scena, prodotta da Fremantle
Italia, avranno una struttura totalmente rinnovata: i giudici si
riuniranno nella prima puntata per le audition, che quest’anno
apriranno la fase di selezione. Per completare lo scouting,
infine, ascolteranno nuove promesse della scena a Bologna,
Lugano e Milano. Chi supererà le final audition verrà messo alla
prova nei quattro successivi episodi – da lunedì 29 giugno – con
sfide sempre più intense sino alla finale di lunedì 6 luglio.
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