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Home Cultura

80 anni di voto alle donne, Auci ‘non ci permettono di prendere il potere’

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
28/02/2026
in Cultura

Magistrate, scrittrici e
giornaliste. Un pubblico quasi tutto al femminile all’incontro
“1946-2026 Il voto delle donne compie 80 anni”, a Palermo
organizzato dalla locale sezione dell’Associazione nazionale
magistrati per celebrare l’anniversario del riconoscimento del
suffragio femminile
“Il voto delle donne è una conquista faticosa – ha detto
Stefania Auci, scrittrice di origini trapanesi – ma ricordiamoci
che ci sono state conquiste altrettanto faticose e che non
dobbiamo assolutamente dare per scontate. Penso ai cambiamenti
nel diritto di famiglia, al cambiamento di status dei reati come
lo stupro o le violenze sessuali, da reati contro la morale a
reati contro la persona. Ricordo anche le difficoltà fattive,
concrete, che incontrano le donne quando vogliono ricorrere
all’interruzione della gravidanza. Non c’è niente di certo,
niente di sicuro e di consolidato. E siccome – ha osservato la
scrittrice – nessuno alla fine ha veramente a cuore la tutela
delle donne, più delle donne stesse, forse è il caso che certe
cose cominciamo a prendercele senza chiedere troppo il
permesso”.
Sul ruolo della scrittura Auci ha sottolineato che “la
letteratura rappresenta tutta una serie di figure paradigmatiche
che hanno avuto il compito di illustrare i grandi cambiamenti
della società civile – risponde Auci – In realtà le donne hanno
sempre avuto la capacità di gestire il proprio potere
all’interno delle famiglie. Il problema è che non era stato mai
riconosciuto effettivamente ed è questo forse il più grosso
ostacolo che noi abbiamo: il non permetterci, cioè, di prenderci
il potere”.
Carlo Hamel, presidente dell’Anm di Palermo, ricorda le
madri costituenti elette in Sicilia: “Sono state due, su un
totale di 21 – ha detto – Maria Nicotra Verzotto, a Catania. e
Ottavia Penna Buscemi, a Caltagirone. Ventuno è un numero
consistente per l’epoca e l’apporto delle donne alla
realizzazione della nostra Costituzione è stato comunque
rilevante”.
   
Anche Eliana Di Caro, giornalista del Sole 24 ore, ha citato
“le 21 madri costituenti, una minoranza che ha lasciato il
segno, contribuendo alla scrittura degli articoli sulla parità.
   
Per questo – ha sottolineato – bisogna ricordarle e farle
emergere da quell’oblio in cui ingiustamente sono precipitate”.
   

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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