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Home Economia Italiana

BPER, JpMorgan Chase ha una partecipazione potenziale del 10%

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
13/03/2026
in Economia Italiana

JPMorgan Chase ha una partecipazione potenziale superiore al 10% in BPER, quota che ha fatto scalpore per la sua consistenza, ma che non ha prodotto grandi effetti sul titolo della Banca, che procede in Borsa in ribasso dello 0,75% a 11,185 euro. La partecipazione a ben vedere è in gran parte rappresentata da strumenti derivati, che vanno ad aggiungersi ad una quota del 6,74% detenuta in azioni con diritto di voto,  quindi solo per tale frazione in grado di incidere sulla governance dell’Istituto. La partecipazione potenziale testimonia comunque la fiducia che la banca d’affari nutre nei confronti dell’Istituto, messosi in luce nell’ambito del risiko bancario con l’acquisizione della Popolare di Sondrio.
La partecipazione in BPER
Dall’ultimo aggiornamento della Consob sulle partecipazioni rilevanti, emerge che JPMorgan Chase ha una partecipazione potenziale del 10,342% in BPER Banca. La partecipazione, aggiornata al 3 marzo 2026, è composta da un 6,740% di azioni con diritto di voto, lo 0,050% sono obbligazioni convertibili e diritti senza data di scadenza, cui si aggiungono altre posizioni lunghe (strumenti derivati): lo 0,104% risultante dal possesso di Call Option con data di scadenza 02/08/2027 e Put Option con data di scadenza 18/12/2026; il 3,448% in Equity Swaps con scadenze comprese tra il 08/05/2026 ed il 09/09/2032, Call Option con scadenze comprese tra il 21/12/2028 e 16/03/2029 e Put Option con scadenze comprese tra il 21/12/2028 ed il 16/03/2029.
Le motivazioni del possesso
Nelle comunicazioni alla Consob sulle intenzioni relative al superamento della quota del 10%, la Banca d’affari statunitense ha spiegato che  l’acquisizione è stata finanziata utilizzando le consuete fonti di capitale e di finanziamento. “L’acquisizione dei diritti di voto – ha spiegato JP Morgan – è correlata alla fornitura di liquidità, all’esposizione o alla copertura derivante da transazioni con i clienti su prodotti in contanti (inclusi azioni ed ETF) o derivati (inclusi opzioni, swap e futures), effettuate sia sul mercato regolamentato (Borsa) sia su quello non regolamentato (over the counter)”.
Nessuna intenzione di assumere controllo
JPMorgan ha anche precisato di aver agito da sola, senza intese con altri soggetti, e che non intende acquisire il controllo o influenzare in altro modo la gestione della società, ma potrebbe acquistare e vendere azioni secondo necessità, per gestire il rischio connesso alle transazioni concluse con i clienti o per soddisfare la domanda dei clienti. Questa possibilità è legata alle modalità con cui sceglie, di volta in volta, di coprire le transazioni dei clienti.

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