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Home Cronaca Italiana

Epatite A: allevatori di cozze, ‘bene controlli ma attenti agli abusivi’

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
20/03/2026
in Cronaca Italiana

Una produzione di duemila quintali
l’anno, 80 addetti impegnati direttamente nel settore della
produzione senza contare quelli dell’indotto e della
commercializzazione al dettaglio. Sono questi i numeri del
Consorzio per della produzione di molluschi in Campania con
campi di allevamento che vanno da Castellammare di Stabia a
Castel Volturno. La produzione complessiva si attesterebbe
intorno ai 5000 quintali. I picchi di consumo di registrano nel
periodo natalizio e in quello delle festività pasquali, quando
nella giornata del giovedì santo si consuma – secondo un’antica
tradizione – la ‘zuppa di cozze’. E in questi periodi un gran
parte del prodotto arriva anche da altre regioni italiane e
persino dall’estero.
   
Nella serata di ieri il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi,
ha emesso una ordinanza con la quale si vieta il consumo di
cozze crude per fronteggiare l’escalation di casi di epatite
“Le nostre strutture di produzione sono costantemente
controllate dalle Asl competenti”, attacca Giuseppe Ambrosio,
presidente di Asso Mitili – e tutto il prodotto viene
‘cartellonato’: significa che tutta filiera è tracciata, dal
luogo di coltivazione a quello di depurazione”.
   
A giudizio di Ambrosio bisognerebbe puntare i fari
sull’abusivismo di produzione e vendita “che secondo una nostra
stima è del 25 per cento. Noi siamo controllati. Gli abusivi un
giorno sono in luogo, quello successivo non ci sono più”. In
quali condizioni operano gli abusivi? E innanzitutto il prodotto
abusivo in quali condizioni viene allevato.
   
I produttori quindi oltre a consigliare di fare acquisiti del
prodotto da ”strutture riconosciute’ stanno già pensando di
inserire nei cartelli la scritta-invito a consumare il prodotto
cotto. Si teme comunque un calo del consumo.
   
Per Ambrosio, infine, bisogna fare anche un passo indietro anche
per meglio comprendere quali erano le condizioni di salute del
mare a fine di gennaio, anche in considerazione del periodo di
incubazione del virus.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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