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Home Cronaca Italiana

Migranti, l’Istat: la popolazione italiana tiene solo grazie agli stranieri. Boom dal Marocco

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
03/08/2026
in Cronaca Italiana

Il calo dall’America-latinal calo dall’America latina (-15,7%) porta la prima firma normativa misurabile: la stretta sullo Ius sanguinis (Dl 36/2025, convertito nella legge 74/2025) ha ridotto l’automatismo del riconoscimento della cittadinanza per discendenza, soprattutto per gli italo-discendenti di Brasile e Argentina.Espatri in caloIl capitolo uscite consegna il dato più vistoso e più insidioso: gli espatri degli italiani crollano a 109mila, il 22,7% in meno rispetto al picco di 141mila del 2024. Ma quel picco era figlio delle nuove sanzioni sulla mancata iscrizione all’Aire – da 200 a mille euro per ogni anno di ritardo, introdotte dalla legge 213/2023 – che avevano spinto migliaia di connazionali già all’estero a regolarizzare la propria posizione anagrafica. Il ritorno a quota 109mila non è un’inversione: riporta le uscite nel corridoio degli ultimi dieci anni, tra 94mila e 122mila l’anno. La bolla statistica si è sgonfiata; l’emorragia no.La serie storica misura la perdita vera. Tra il 2015 e il 2025 sono emigrati 1 milione 249mila cittadini italiani e ne sono rientrati 607mila: un passivo netto di 642mila persone, l’equivalente di una città come Palermo. Nello stesso periodo il saldo degli stranieri è positivo per 2,78 milioni. Non un anno storto, ma un ricambio lento e strutturale, certificato registro anagrafico dopo registro anagrafico.Il 33,9% degli espatri – 37mila su 109mila – riguarda cittadini italiani nati fuori dai confini. I flussi verso Brasile e Argentina sono composti quasi per intero da nati all’estero (95,2% e 96%): mobilità legata all’acquisizione della cittadinanza e alla riattivazione dei legami con il Paese d’origine. Ma c’è anche il fenomeno inverso: i naturalizzati che usano il passaporto italiano come piattaforma di mobilità europea. Tra gli espatriati nati in Africa, il 43,9% sceglie la Francia; tra i nati in Asia, il 59,9% va nel Regno Unito.Anche la classifica delle destinazioni cambia, ma per sottrazione. La Spagna diventa la prima meta degli espatri italiani (12,2%) non perché attragga di più – i flussi verso Madrid e dintorni calano del 22,3% – ma perché crollano Regno Unito (-38,5%) e Germania (-36,8%).

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