Cento anni fa, il 24 agosto 1926,
nasceva a Ferrara Florestano Vancini, regista e sceneggiatore
tra i protagonisti del cinema italiano del secondo Novecento:
dal 17 al 20 novembre il Comune estense gli dedicherà un
articolato calendario di iniziative per riscoprire le diverse
anime della sua opera, dai lungometraggi ai documentari. Un
omaggio, sottolinea il sindaco Alan Fabbri, “a uno dei
protagonisti culturali più autorevoli di Ferrara, un autore che
ha saputo raccontare con profondità la storia italiana,
mantenendo sempre vivo il legame con la propria città”. “Sarà un
omaggio corale – aggiunge l’assessore alla Cultura, Marco
Gulinelli – nato dalla collaborazione tra le istituzioni
culturali cittadine, il mondo universitario e quanti continuano
a studiare e valorizzare il suo cinema”.
Le celebrazioni coinvolgeranno luoghi simbolici della cultura
ferrarese e proporranno mostre, proiezioni, incontri e momenti
di approfondimento. In Residenza Municipale sarà allestita una
mostra fotografica dedicata al cineasta, organizzata dalla
Fondazione Ferrara Arte e dall’Associazione ProArt, mentre la
Sala Estense ospiterà una rassegna di alcune tra le sue opere
più significative. Particolare attenzione sarà riservata al
Vancini documentarista, al centro di un approfondimento al
Ridotto del Teatro Comunale, accompagnato dalla proiezione di
una selezione dei suoi lavori. A questo aspetto meno conosciuto,
ma fondamentale, della sua produzione sarà dedicata anche una
pubblicazione che verrà presentata alla Biblioteca comunale
Ariostea. L’Università, attraverso il Dipartimento di Studi
umanistici, promuoverà una giornata di studi.
Autore capace di coniugare rigore storico, impegno civile e
attenzione alle vicende umane, Vancini – morto a Roma nel 2008 –
esordì nel lungometraggio con ‘La lunga notte del ’43’, ripreso
dal romanzo di Giorgio Bassani, ambientato nella sua città
natale e premiato alla Mostra di Venezia. In carriera affrontò
alcune delle pagine più significative e controverse della storia
italiana (La banda Casaroli, Il delitto Matteotti, Bronte
cronaca di un massacro), affiancando al cinema di finzione
un’importante produzione documentaristica.
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