Oltre 200 persone hanno partecipato
a una veglia a Cambridge per ricordare Jason Arday, il
professore trovato morto venerdì scorso nella sua abitazione a
Londra, in un caso di sospetto suicidio, dopo la campagna
mediatica condotta nei suoi confronti per una serie di accuse di
plagio riguardanti la tesi di dottorato e i titoli
dell’accademico divenuto nel 2023 il più giovane docente nero di
ruolo nella storia del prestigioso ateneo inglese. La
commemorazione è stata organizzata dai dottorandi del
professore, che aveva lasciato la sua cattedra di sociologia a
seguito dei ripetuti attacchi nei suoi confronti e dell’avvio di
un’indagine interna da parte dell’università di Cambridge. “È
stato il razzismo a ucciderlo”, ha dichiarato alla Bbc una delle
studentesse di Arday, diventato un simbolo di diversità nel
mondo accademico britannico. E ancora: “Per molti di noi
Cambridge era un tempo immaginata come un approdo. Abbiamo
lavorato per arrivare in posti come questo, credevamo
nell’università, c’era la speranza che, una volta entrati,
potessimo appartenervi”. Mentre la dottoranda Shahnaaz Khan ha
invocato “giustizia” per il professore. Intanto una petizione
che chiede al governo laburista l’apertura di un’inchiesta
pubblica sul ruolo della stampa nella morte di Arday ha
raggiunto oltre 33.000 firme, tra cui quelle di diversi deputati
e personalità pubbliche, con l’obiettivo dichiarato di arrivare
a 50.000. La petizione, promossa dal Good Law Project e
indirizzata al premier Andy Burnham e alla ministra della
Cultura, Lisa Nandy, sostiene che la morte dell’accademico sia
stata “il risultato diretto e prevedibile” della persecuzione
mediatica subita nelle ultime settimane.
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