La Galleria Elena Salamon di Torino
porta in Italia le opere di Katsushika Hokusai, maestro
giapponese figura chiave della cultura visiva universale. Dal 6
marzo al 24 aprile lo spazio di piazzetta IV Marzo, nel cuore
del capoluogo piemontese, ospita 180 xilografie dell’artista
che, più di ogni altro, è stato un ponte tra il mondo orientale
e quello occidentale, e la cui influenza rimane evidente a
distanza di due secoli: dai manga contemporanei al design, dalla
moda di Kenzo al tatuaggio, fino alla grafica digitale.
“Fu mia nonna a trasmettermi l’amore per Hokusai. Dirigendo
la prima galleria al femminile della città, nel 1969 introdusse
per prima le stampe giapponesi a Torino – dichiara la curatrice
Elena Salamon -. Mi insegnò a cogliere la semplicità essenziale
e la poesia di Hokusai, espressa in un linguaggio universale
capace di emozionare attraverso i secoli. Questa mostra riunisce
esemplari acquisiti negli anni, creando un percorso attraverso i
momenti più significativi della sua produzione”.
L’esposizione si apre con due xilografie policrome dalla
serie Tour delle cascate in varie province (Shokoku Taki Meguri,
1832-1834 circa). Di eccezionale importanza è Il demone Hannya
che ride (Warai Hannya, 1831), uno dei capolavori più rari
dell’intera produzione di Hokusai. Testimonianza della prima
stagione creativa sono otto stampe dalla serie nota come Piccola
Tokaido (Tokaido Gojusan-eki) risalenti al 1804. Di particolare
rilievo critico sono le Cento vedute del monte Fuji (Fugaku
Hyakkei, 1834-1835 circa): 102 stampe in tre toni di grigio,
considerate tra i vertici della produzione dell’artista. Il
percorso comprende anche 55 xilografie dalla raccolta
Trasmettere lo spirito, rivelare la forma delle cose attraverso
un sol colpo di pennello.
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