Il pianista Roberto Prosseda sarà il
18 marzo a Bamberga, in Germania, per ricevere il premio
discografico Imca per l’ album War Silence – Rare Italian Piano
Concertos. Il musicista si esibirà nella Sala Joseph Keilberth
con i Bamberger Symphoniker diretti da Jakub Hrůša nel primo
movimento Allegro dal Concerto per pianoforte di Silvio
Omizzolo. War Silence pubblicato da Hyperion Records che gli è
valso la vittoria del prestigioso riconoscimento internazionale
assegnato ogni anno da una giuria di critici musicali europei è
stato realizzato con la London Philharmonic Orchestra diretta da
Nir Kabaretti. Dall’ inizio del 2026 Roberto Prosseda è
impegnato in una serie di concerti in Italia e all’ estero dopo
l’ uscita di due nuovi dischi, “Bizet Piano Works” (Hyperion),
che raccoglie per i 150 anni della morte del compositore
francese opere pianistiche rare, poco conosciute e in alcuni
casi mai registrate, e “Ludwig van Beethoven, 3 Piano Sonatas
Op.10” (Challenge Records), per la pubblicazione integrale delle
Sonate di Beethoven su fortepiano del 1820. “C’è in comune una
cosa tra i due progetti – spiega -: la curiosità di approfondire
per il Bizet pianistico aspetti nuovi ed inesplorati e per
Beethoven la lettura insolita e a tratti spiazzante di sonate
celeberrime che mai inciderei su pianoforte moderno, ma che
trovo interessante affrontare su fortepiano”.
Il 22 marzo Prosseda si esibirà nella Herkulessaal di Monaco
di Baviera con la Münchner Kammerphilharmonie dacapo, diretta da
Franz Schottky. Il 27 marzo sarà a Roma al Goethe Institut di
Roma la moglie pianista Alessandra Ammara per un programma
incentrato sul compositore contemporaneo romano Luca Lombardi.
La coppia ha registrato vari album insieme e si esibisce spesso
in duo. Durante la pandemia nella primavera del 2020 hanno
lanciato su YouTube l’esperimento divulgativo e didattico “Casa
Prosseda”, lezioni aperte a tutti su argomenti pianistici
affrontati con spirito ironico e colloquiale seguite da più di
11 mila iscritti.
“Essere coppia nella musica vuol dire esporsi: portare sul
suono le tensioni, la fiducia, le divergenze, l’ironia – osserva
Ammara, che il 1 aprile ha in uscita l’album Piano Classics
“Debussy Piano Works III” -. Significa accettare che
l’interpretazione non sarà mai ‘neutra’ o definitiva, ma viva,
discutibile, persino vulnerabile. Se un concerto non mette in
gioco nulla, né per chi suona, né per chi ascolta, allora non è
autentico ma preconfezionato”.
“Anche i nostri recenti dischi sono così – sottolinea
Prosseda -: una istantanea che porta con sé anche la ricerca, le
intuizioni e i desideri di quel preciso momento, ma al contempo
conseguenza di tutto il vissuto che rappresenta ciò che siamo
oggi”.
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