Prenderà il via venerdì 17 luglio,
giorno del compleanno di Federico Aldrovandi, la campagna di
raccolta fondi per sostenere la realizzazione di ‘Lo Stato del
silenzio’, opera prima del regista Manuel Benati, 25 anni, film
che ripercorrerà la vicenda del diciottenne ferrarese morto nel
settembre 2005 a Ferrara per le percosse di agenti di Polizia.
La campagna sarà ospitata sulla piattaforma GoFundMe: sarà
sufficiente cercare “Federico Aldrovandi” nella barra di ricerca
per trovare il progetto. Cliccando su “Dona” sarà possibile
scegliere l’importo: la donazione potrà essere fatta anche in
forma anonima, chi invece contribuirà con nome e cognome sarà
inserito nei titoli di coda. Attraverso il crowdfunding,
cittadini, associazioni e sostenitori potranno così contribuire
concretamente alla realizzazione del film, le cui riprese
inizieranno il 7 settembre a Ferrara.
Prodotto da Controluce Produzione in collaborazione con
Ferrara La Città del Cinema, ha l’obiettivo di raccontare una
vicenda che ha segnato la storia recente del Paese, “una storia
di dolore, ma anche di coraggio, di ricerca della verità e di
giustizia”. Ad aprile si era già parlato del film – all’epoca
con il titolo ‘Aldro vive’ – perché non era stato ritenuto
meritevole del contributo del ministero della Cultura, un altro
“caso” dopo il no al documentario di Simone Manetti sulla
vicenda di Giulio Regeni, il ricercatore italiano, rapito,
torturato e ucciso in Egitto.
La realizzazione del progetto era stata annunciata nel
settembre 2025, in occasione del ventesimo anniversario
dell’omicidio di Federico Aldrovandi, da Stefano Muroni, attore
e produttore. La sceneggiatura è firmata da Valeria Luzi insieme
a Benati, diplomato alla scuola di cinema Blow-up Academy di
Ferrara, e allo stesso Muroni. Come da tradizione della scuola,
anche questo progetto coinvolgerà numerosi studenti e giovani
diplomati della Blow-up Academy nel cast artistico e tecnico,
offrendo un’occasione di formazione sul campo e di primo
ingresso nel mondo del cinema e del lavoro. “Ringraziamo la
famiglia Aldrovandi per esserci sempre stata vicina – commenta
Muroni -. Siamo consapevoli di avere scritto un film autentico,
originale e potente”.
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